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ATTENZIONE SPOILER: il grosso della recensione è innocuo, ma nell’ultimo paragrafo vi descriviamo le scene sui titoli di coda.

La bulimia Marvel del 2018, dopo l’abbondante antipasto di “Black Panther” a febbraio e il culmine ultracalorico di “Avengers: Infinity War” a aprile, sfocia in un dolcissimo e spiritoso dessert quale possiamo definire “Ant-Man and the Wasp“. E poi, giurano, basta fino all’anno prossimo.

L’eroe capace di rimpicciolirsi alle dimensioni di una formica (e oltre…), tornato alla ribalta col film Marvel del 2015, si è guadagnato la dignità di un sequel tutto per lui e per la sua sodale, The Wasp.

Alla fine del film precedente il novello supereroe Scott Lang (Paul Rudd) si ritrova agli arresti domiciliari, e in rotta con il Dr. Hank Pym (Michael Douglas) e la sua figlia e assistente Hope van Dyne (Evangeline Lilly). Questi ultimi sono determinati a costruire un congegno capace di condurli nel regno quantico e tornare sani e salvi e insieme a Janet van Dyne (Michelle Pfeiffer), creduta perduta decenni prima. A ostacolare i loro piani, tre minacce di pericolosità crescente: la polizia che vuole incastrare il fuggiasco Scott, il mondo del contrabbando che vuole approfittare delle scoperte di Hank e Hope, e una vittima collaterale degli esperimenti del Dr. Pym che riemerge dal passato.

La famiglia allargata di Scott Lang e Hope van Dyne ha trovato una sua identità nel delirio di minacce globali e eroi leggendari in cui pure si ritrovano immersi. La loro dinamica famigliare è il punto di forza su cui il regista Peyton Reed e la squadra di autori (il duo Erik Sommers & Chris McKenna e il duo Andrew Barrer & Gabriel Ferrari, col contributo del protagonista stesso Paul Rudd) si sono contentrati per entrambi i film, ottenendo un effetto di distacco dal resto dei supereroi del Marvel Cinematic Universe che offre una forte chiave di lettura riguardo all’assenza di Ant-Man in “Avengers: Infinity War”.

Se pure l’indipendenza di Ant-Man e della sua storia rispetto alla Guerra dell’Infinito siano un punto d’orgoglio, nell’MCU nessuno è davvero un’isola e nel prossimo film degli Avengers Ant-Man sarà suo malgrado coinvolto. La scena sui titoli di coda (occhio che arriva lo SPOILER) mette l’uomo formica all’angolo: è durante una nuova esplorazione (ormai sicura) di Ant-Man nel regno quantico che lo schiocco di dita di Thanos investe la famiglia Pym/van Dyne: Hank, Hope e Janet vengono cancellati dalla realtà proprio mentre stanno monitorando il viaggio di Scott, che rimane così intrappolato fra i quanti. Cosa ne sarà di lui? Lo scopriremo nel prossimo, e ancora senza titolo, film degli Avengers o forse ancora prima, nell’esordio di Captain Marvel a marzo 2019.

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Contro

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