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    Antenna Trash

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Il postpunk è vivo e lotta insieme a noi

Ma quanto è bello questo minuscolo CD degli Antenna Trash? Quanto ci ricorda i pezzi che tanto amavamo negli anni ’80? Voce incisiva, basso portante, campionamenti curati, arrangiamenti asciutti ma ben fatti.

È un disco perfettamente inserito in un’atmosfera e uno spirito che non esistono più: il post punk in primo luogo, ma anche il dark e l’elettropunk.
Sì, gli Antenna Trash sono veneti, ma li si scambierebbe tranquillamente per una band inglese. E l’album è autoprodotto, ma le sonorità non lo lasciano intendere.

Non sapremmo dire perché, ma ricorda i Joy Division (sarà per i ritmi ossessivi che si aprono e il cantato riverberato piuttosto lineare e come assente da sé) più che, come in tanti han detto, i Depeche Mode o i Clash.
Si tratta di un album di paesaggi desolati. Di periferie. Di grigi. Di umore un po’ rassegnato e corrucciato, di arrangiamenti minimali, di ritmi serrati, di crescendo, sino al capolavoro “Magnets” … Poi arriva “Law” che è elettrodance e lascia l’ascoltatore sconvolto a dirsi: come mai di colpo è cambiato il paesaggio?

Pro

Contro

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