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  • Anthrax: We’ve Come For You All

    Anthrax

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Eighties

Come sempre accade per le storie, in special modo quelle che, importanti, racconto dopo racconto si trasformano e Ti trasformano. Quelle che cambiano, perché la vita cambia ed esse stesse sono vita. Così oggi una storia si racconta da sola: un fiume di note, birra e divertimento che si chiama Anthrax. Uno dei gruppi più importanti dell’epopea thrash – quelli che si prendevano meno sul serio, per inciso – quelli che Stephen King e Judge Dredd sugli scudi. Ecco, loro.
E noi che ricordiamo Dan Lilker e i Brutal Truth, i Nuclear Assault, i S.O.D. ed i M.O.D, gruppi uno più importante dell’altro, andati a rivoluzionare per sempre il mondo metallico. Noi che amiamo il mosh e lo speed metal e abbiamo sempre pensato che Joey Belladonna rimane comunque quanto di più lontano dall’archetipo del cantante thrash. Noi che, col senno di poi, ringraziamo gli Anthrax per aver copulato con i Public Enemy e aver provocato l’incesto ferale tra metal e punk, di cui erano i portatori mica tanto sani.
Ecco, è a noi, a tutti i fans di questo grande gruppo che è dedicato “We’ve come for you all”. Non è casuale che sin dall’apertura di “What doesn’t die” vengono sciorinati riff pesanti come mattoni e il gruppo dimostra in una forma smagliante; belligeranti e dinamici come pochi. Non è casuale la voglia di rivincita, rivalsa e divertimento, come sempre in casa Anthrax.
Dopo i vari lustri di vita gli Anthrax si sono inseriti nel solco di un heavy rock d’autore che, per quanto non abbia il thrash metal tra i parenti diretti, comunque recita a meraviglia la parte della musica incazzata col mondo, liberatrice ed energ(et)ica. Le canzoni contenute nel nuovo dischetto sono sicuramente molto eterogenee, a volte riscoprono una classicità rock piuttosto didascalica ma sempre efficace (“Cadillac Rock Box”), a volte si lanciano in melodie calde ed avvolgenti come solo il meraviglioso John Bush sa fare (la quasi ballata “Safe Home” e “Anyplace But Here”). Poco altro da dire su un disco che principalmente deve essere ascoltato per la gioia del corpo e del cuore.

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