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Coniglietti in calore

Gli Anti-Flag rappresentano abbastanza bene tutto ciò che può definirsi punk: scazzi familiari, uscite di scena, cambi di rotta, musica incazzata e di denuncia sociale.
L’ultimo lavoro, “The General Strike”, è il manifesto del loro essere. Un disco di 12 tracce che dura meno di 30 minuti, così evita anche di annoiare, super carico di cassa dritta e screamo. Acuni pezzi battono il cinque al punk californiano quello più blando e in altri invece gli Anti- Flag giocano a fare gli ubriaconi irlandesi copiando male i Dropkick Murphys.

Sembra un disco uscito dagli anni ’90 del punk più duro (e questo è molto bello) ma purtroppo, cantanto da Aaron Carter. In generale l’album non è malaccio; peccato per quella patina adolescenziale un po’ patetica, se si pensa che gli Anti-Flag hanno un’età media di 40 anni. Il ritmo e la durata dell’album ricordano i coniglietti durante l’amplesso, se questi coniglietti fossero rosa con delle borchie ne sarebbero la trasposizione animale. (Da cui, il titolo della recensione).

Pro

Contro

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