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Antonio Maggio: Qualcosa (su di me) che vi servirebbe sapere

L’abbiamo conosciuto con gli Aram Quartet prima, con la vittoria a Sanremo nella Sezione Giovani poi, la sua “Mi Servirebbe Sapere”, dal ritmo travolgente, è rimasta per settimane al primo posto delle classifiche di vendita e di ascolti, ma Antonio Maggio non ha assolutamente intenzione di fermarsi.
Lo contatto telefonicamente a Lecce, dove ha terminato di girare il suo nuovo videoclip.

Ciao Antonio, benvenuto su Loudvision! Ho saputo che hai terminato di girare il tuo nuovo clip, mi puoi dare qualche anticipazione a riguardo?
Ciao, certamente: il video è stato girato in due giorni di riprese, la prima tranche è terminata il 29 aprile, mentre la seconda stanotte all’una e mezza. Ho scelto di girarlo a Lecce e ho indetto un contest per permettere ai miei fan di prendere parte alle riprese e come potrete vedere una volta terminato il montaggio, le scene girate nel teatro di Lecce, vedono la loro partecipazione attiva. Non voglio svelare molto altro, ma mi sento realmente soddisfatto. Ho collaborato con lo stesso team di “Mi Servirebbe Sapere”, un po’ per affetto e un po’ per scaramanzia, ma ripeto, sono orgoglioso del nostro operato.

I tuoi fan sono una componente fondamentale nella tua vita. Come gestisci il rapporto con loro?
Già, cerco di essere presente ogni giorno, per me è importante poter dialogare con loro, avere le loro impressioni e un feed-back sul mio lavoro. Principalmente utilizzo facebook e twitter, credo che i social network rappresentino il modo più comodo e veloce per poter essere vicino a loro e aggiornali costantemente su quello che mi succede. Io, o il mio team, aggiorniamo regolarmente sia il profilo facebook, sia quello twitter e vi invito a fare un giro anche sul mio sito. Poi ovviamente nella dimensione live cerco di coinvolgerli, mi piace vedere il loro affetto, la loro gioia.

Il grande pubblico ti ha conosciuto principalmente per la vittoria a Sanremo. Cosa pensi del Festival e com’è stata la tua esperienza?
Ho vissuto otto giorni in una dimensione parallela e splendida, posso solo parlarti benissimo del Festival, l’ho vissuto nella maniera più serena possibile, ovviamente è stato un grande trampolino di lancio per me. Certo, l’esperienza con gli Aram Quartet è stata decisiva, ma in questo momento sto vivendo un momento propizio per la mia carriera solista e, il Festival, l’ho trascorso sotto questo influsso positivo.

Spiegami un po’ cosa intendi per “momento propizio”.
Mah, guarda, io credo che la vita sia fatta di momenti buoni e brutti, nelle fasi positive bisogna cogliere il più possibile, darsi da fare, non fermarsi. E io sto lavorando e appunto, cogliendo i frutti del mio lavoro.

Sempre a Sanremo hai ritrovato una tua collega: sto parlando di Ilaria Porceddu. Com’è stato lavorare ancora a fianco a lei?
È stata una piacevole sorpresa per entrambi, con lei mi sono trovato bene ad X Factor e al Festival, abbiamo diviso le giornate, non solo il palco. È una grande amica e collega. Quando hanno proclamato la mia vincita al Festival, ho letto nei suoi occhi gioia sincera.

È bello poter costruire legami solidi, umani sul palco e non. Mi viene spontaneo domandarti degli Aram Quartet e dell’esperienza ad X Factor, a questo punto.
X Factor, così come Sanremo, ha rappresentato un’esperienza bellissima, quasi alienante: per due anni ho vissuto fianco a fianco con musicisti, ci siamo confrontati, scontrati, siamo cresciuti, in un ambiente “a parte”, quasi estraneo alla vita quotidiana. Con gli Aram Quartet ho mantenuto un buon rapporto, li stimo molto, le esperienze passate mi hanno aiutato a crescere e ad essere quello che sono. Ogni cosa ti aiuta, serve a “farsi le ossa”, come si dice.

Tornando indietro, rifaresti tutto o cancelleresti qualcosa del tuo passato?
Rifarei tutto. Non mi pento di nulla. Ogni cosa come ho detto, ti forma e crea. Tutto è necessario.

Come ti sei trovato a lavorare con Morgan? Cosa ti ha trasmesso lavorare accanto ad un personaggio così eclettico?
Morgan è un personaggio geniale, un vero pozzo di cultura musicale: parlare con lui, potersi confrontare, apre un mondo, nuovi orizzonti. È davvero un grande! Ho un bellissimo ricordo di tutta l’esperienza ad X Factor e della collaborazione con lui.

Il tuo disco si intitola “Nonostante Tutto”, così come la prima traccia in scaletta. Antonio Maggio è, nonostante tutto…?
Antonio Maggio nonostante tutto è ancora qui! A parte gli scherzi, il titolo dell’album è preso dalla prima canzone in scaletta e certamente ha significati simbolici, penso soprattutto al mio ritorno sulle scene post Aram Quartet.

Sei giovanissimo e so che ti sei avvicinato alla musica fin dalla tenera età. Ricordi un episodio particolare dell’incontro con questo mondo?
Mio padre mi raccontava che a due anni salivo sulla sedia in cucina a cantare le canzoni che sentivo alla radio o le sigle dei cartoni animati. Posso dirti che uno dei primi approcci col mondo della musica l’ho avuto sicuramente così.

Antonio mi saluta, pronto per un’altra intervista, per un’altro giro, intento a cogliere quanto questo periodo di meglio ha da offrirgli, che dire… in bocca al lupo!

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