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Antonio Rigo Righetti: Quando il rock incontra la canzone d’autore

Antonio “Rigo” Righetti, ex bassista e collaboratore di Luciano Ligabue non è solo questo, ma anche tanto altro. Rigo ci racconta un po’ del suo ultimo lavoro da solista nella realizzazione del disco “Angeli e Demoni” e della sua carriera nel mondo della musica iniziata incosciamente, ma tutto frutto della sua grande passione per il basso e per il rock. Lo abbiamo sentito telefonicamente, e Rigo è stato così gentile da dedicarci del tempo per rispondere alle nostre domande.Di cosa tratta “Angeli e Demoni” e quali sono le sue origini?
Isolare un unico elemento è piuttosto difficile ma, in realtà, credo di avere individuato nel conflitto e nella dialettica le parti maschili e femminili che ognuno di noi contiene. È un disco che racconta un mondo di contrasti fondamentali tra queste due parti del nostro essere umani, della lotta che c’è tra il bene e il male nel quotidiano.

Chi sono gli “angeli e demoni”?
Per me sono delle figure che sono allo stesso tempo sia angeliche che demoniache e sono Bob Dylan, Johnny Cash, Elvis Presley. Persone che con il loro prodotto artistico hanno avuto la capacità di ispirarmi, con un livello qualitativo molto alto e dai quali traspariva una parte angelica, ma anche una demoniaca.

Chi ha collaborato con te alla realizzazione del disco?
Il disco l’ho fatto utilizzando i musicisti con i quali lavoro da più tempo. Robby Pellati che suona con me quasi da una trentina d’anni, Federico Poggipollini alla chitarra elettrica, e in tre canzoni mi sono avvalso della batteria di Tommy Graziani, che è il figlio del grande Ivan, uno straordinario batterista.

Qual è il messaggio che vuoi lanciare attraverso la tua musica?
Un messaggio vero e proprio non credo di averlo. Credo che ci sia la volontà di comunicare il fare musica che per me è un gioco che si alimenta nel suo fascino, di volta in volta che lo affronto. L’idea è quella di fare arrivare alle persone una testimonianza della passione che ci metto.

In “Angeli e Demoni” ti sei occupato della musica e non dei testi. Come mai questa scelta?
Nasce tutto dall’invito che mi ha fatto l’autrice Sara Del Popolo, che ha voluto fortemente che io scrivessi delle canzoni e delle musiche, basandomi sui testi scritti da lei. Alla fine è venuto fuori “Angeli e Demoni” che, ci pensavo proprio ieri, mi ha aiutato ad aprirmi a nuove possibilità espressive e nuove atmosfere all’interno della musica che faccio. Credo sia una sfida che mi ha regalato tanto.

Come sta andando il tour ?
Sta andando. Nel senso che abbiamo fatto una decina di date il mese scorso. Ieri sera ero a suonare a Reggio Calabria e ho presentato un mio spettacolo in un club dello stretto molto bello, e fatto per voce e per chitarra. Questo sabato, 7 dicembre, saremo a suonare in zona qui da noi. Una delle parole d’ordine è “differenziazione”. In ogni posto in cui andiamo cogliamo l’occasione per portare in giro l’idea della musica di “Angeli e Demoni”.

Dal 2005, anno del tuo primo lavoro da solista, al 2013 ti senti cambiato dal punto di vista artistico?
Credo di aver irrobustito la parte autoriale del mio fare musica. Non penso di essere il miglior giudice dell’eventuale cambiamento. Però il cambiamento mi esalta e mi fa trovare lo stimolo tutti i giorni. Spero veramente di esser cambiato molto.

Oltre alla arcinota collaborazione con Ligabue, c’è un altro artista con cui vorresti esibirti?
Ce n’è uno nei sogni, quelli che uso per addormentarmi di notte che è Bob Dylan. Mi piacerebbe fare almeno un paio di pezzi con lui, come mi piacerebbe fare una maratona di quelle rock con SpringSteen, e suonare il basso con lui. Questi sono quelli più ambiziosi. Di quelli più vicini ci sono tanti musicisti in Italia che mi piacciono e con il quale mi piacerebbe collaborare. De Gregori è uno di quelli che mi viene in mente quasi immediatamente. Vedremo, dobbiamo rimanere sempre aperti alle varie opportunità di fare musica.

Come ti senti ad essere lo storico bassista di un cantante come Ligabue? Cosa ti lega a lui? Chi è per te Luciano?
È un legame emozionale, di esperienze che abbiamo vissuto insieme nel corso di una collaborazione che va indietro di 14 anni. Credo che la cosa che mi lega a Luciano sia la possibilità che mi ha dato di stare di fianco a un grande autore, e a un grandissimo lavoratore. È un personaggio che lavora incessantemente per fare arrivare le sue canzoni, le sue visioni. Ho imparato tantissimo da Luciano ed è una persona che stimo e al quale voglio molto bene.

Sicuramente la carriera da solista e da collaboratore da Ligabue regalano emozioni completamente diverse. In quale delle due posizioni ti senti più “Rigo”?
Il mio fare musica, e con le mie canzoni. Ho voluto fortemente, in modo del tutto incosciente, iniziare a cantare. L’ho fatto dopo vent’anni che suonavo il basso e il primo a rendersi disponibile per questa avventura che non è stata facile, e che non lo è tuttora, è stato Robby Pellati. Ne parlavamo ieri, i risultati del lavoro che abbiamo fatto sono quelli che ci rappresentano di più perché anche “Angeli e Demoni” è un biglietto da visita che fotografa il nostro fare musica nel 2013. Senza dimenticare, ovviamente, il piacere che provo a fare il bassista puro. È una cosa che voglio portare avanti assolutamente, mi piace moltissimo suonare il basso e suonare dentro canzoni di altri autori.

Pensi che si sono avverati tutti i tuoi sogni rispetto a quando hai iniziato a suonare?
Si si, sicuramente molto di più di quelli avevo pensato. Alcuni sono ancora lì da avverarsi però è giusto che rimangano lì come una sorta di cosa che insegui e verso la quale mandi la tua attenzione creativa e olfattiva. Ma se ne sono avverati alcuni che mai avrei pensato si potessero avverare.

Adesso hai in mente qualche altro progetto da realizzare in futuro?
Stiamo cominciando a pianificare le registrazioni del seguito di “Angeli e Demoni”. Abbiamo provinato 30 canzoni nuove e stiamo continuando a scrivere. Credo che entro l’autunno 2014 potrebbe uscire il seguito di “Angeli e Demoni”.

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