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  • Appino: Grande Raccordo Animale

    Appino

    Picicca / Sony Music

    Data di uscita: 26-05-2015

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Si fa un po’ a fatica a capire a che gioco stia giocando Appino con questo secondo disco da solista, intitolato “Grande Raccordo Animale”. È un lavoro complessivamente diverso dal precedente lavoro, “Il Testamento”. Le atmosfere sono decisamente meno cupe. È come se Appino avesse concluso il processo di immersione nel proprio passato per guardare ora verso il futuro. Non si tratta però di un passaggio a semplice ottimismo e assenza di pensieri. L’angoscia e la cupezza sono invece sostituite dalla consapevolezza del tempo che passa. Appino invecchia, e si trova di fronte a sé stesso e alle proprie contraddizioni, e non ne fa mistero, esponendole senza pietà. Tuttavia al disco sembra mancare una certa coerenza interna, con pezzi dal significato incerto e difficile da cogliere.

Musicalmente, sembra che Appino abbia deciso di raccogliere tante influenze diverse della musica italiana. Si va dai momenti à la Negrita di “Grande Raccordo Animale” a motivetti quasi da canzonetta vacanziera (“L’Isola Di Utopia” o “La Volpe E L’Elefante”) fino alle molte parti “cantautoriali” (“Rockstar” in certi momenti sembra una canzone di Brunori SAS, mentre “Tropico Del Cancro” è guccinismo puro). Mi verrebbe quasi da pensare che in tutto ciò Appino si sia divertito a mettere in cortocircuito tutto sé stesso e il mondo musicale di cui fa parte. Sicuramente è riuscito a confondere le mie, di idee.

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