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  • Arcana: Le Serpente Rouge

    Arcana

    Data di uscita: 12-10-2005

    Loudvision:
    Lettori:

L’abbandono all’Oriente

Gli Arcana vengono spesso associati ad un feeling molto easy nella scena folk. Agli inizi erano una versione lite dei Dead Can Dance prima maniera, poi c’e stata l’evoluzione consueta, fino al recente tributo pagato ai maestri ne “Summoning Of The Muse”, il tribute album ai Dead Can Dance dove Peter Bjärgö si mette a suo agio in mezzo ai compagni di scena Black Tape For A Blue Girl, Stoa, Dark Sanctuary. Passando piano piano dai sintetizzatori e dalle tastiere ad una selezione di strumenti originali, la proposta s’è fatta pian piano sempre più interessante, e l’odierno “Le Serpent Rouge” oltre a proporci una decisa novità nella veste sonora, si prepara ad accoglierci in una orientespiraleggiante danza sulle note di duduk armeno, salterio, cimbali egiziani, timpani, tamburi a mano, basso, campane, tamburello e cabasa.
Avrete già capito per scelta di suoni, degli strumenti e del loro timbro che si tratta di un disco estremamente percussionistico, ritmato, e danzereccio, di connaturato fascino davvero intrigante. Non sognatevi minimamente armonie estatiche, archi, od estetica medievale: Peter questa volta attinge a piene mani dalla tradizione folk spruzzata di world music etnica (araba o africana) e con una perizia eccelsa nella resa dei suoni e nella cura degli arrangiamenti, riesce a sviluppare una composita background music dall’acceso feeling di colonna sonora. La produzione consente di gustare appieno la rotondità dei tamburi, i ritmi si sviluppano ipnotizzando, caricando l’ascoltatore; non è difficile sciogliersi nelle fantasticherie d’un contesto autenticamente passionale, poiché per la prima volta la musica di Peter Bjärgö trasuda sensualità in ogni ondeggiante ritornello.[PAGEBREAK]Saltuari vocalizzi, spesso femminili, e gli strumenti ricreati con lo Spectrasonics Atmosphere si nutrono della serrata ed infallibile ritmica per disegnarci corpi in movimento ed emozioni in estasi danzante. Onestamente, otto anni fa non avrei mai immaginato che uno degli epigoni della CMI (proverbiale freddezza svedese, brani monotematici che reiteravano lo stesso motivo lungo tutta la loro durata) si sarebbe abbandonato ad un tale pathos, ed atmosfera intima e grondante di ero_esotismo. Con una tecnica ineccepibile nella performance gli Arcana esplodono battendo il tempo in una continuità serrata che non stanca e che sa alternare sapientemente tensioni notturne nella tenue luce della notte con fiammerpeggianti climax sinuosi, fortemente mediterranei e gustosamente armoniosi.
Compatto lavoro d’estetica compiuta, armeggiata e coniugata con gusto in tutte le sfumature, incapace di stancare, forse incapace di andare oltre l’accompagnamento, ma con una pressante energia connaturata nella musica che non può passare inosservata e non può non premere nel lato immaginativo del vostro cervello. Per la competenza, la perizia, l’inaspettata anima, agli Arcana va una promozione a pieni voti che tiene in considerazione anche la cura per l’artwork, affidato ad un’artista da lungo tempo innamorata della musica di Peter e che ha realizzato l’intero repertorio d’immagini sulle note di “Le Serpent Rouge”.

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