Home > Recensioni > Archie Bronson Outfit: Coconut

Half a Record

Gli Archie Bronson Outfit arrivano alla prova del terzo album in una posizione molto curiosa, a quattro anni dal precendente “Derdang Derdang”, che aveva raccolto sia buone recensioni che un’accoglienza tiepida velata da un lieve scetticismo, tornano cambiati e rivoltano la loro psichedelia come un calzino.

Spaziando da un noise chitarristico che riprende dal garage anni ’60, a momenti sfacciatamente pop, a episodi che ci riportano agli anni ’80 del post punk riveduti e corretti per l’occasione da Tim Goldsworthy, ci presentano quaranta minuti di musica molto eterogenea legata soltanto dall’elemento lisergico, da chitarre distorte, dal tentativo, riuscito solo a momenti, di creare un sound unico e personale.

“Coconut” è uno di quegli episodi musicali interessanti ma irrisolti, così intermedio che potrebbe piacere tantissimo come potrebbe annoiare a morte soltanto fra un ascolto e l’altro. È triste dirlo ma probabilmente gruppi meno talentuosi degli ABO hanno trovato un modo di proporsi più efficace; la band inglese passa da momenti notevolissimi al totale anonimato, da brani con arrangiamenti ed un tiro irresistibili a soluzioni pacchiane e senza direzione.

Pro

Contro

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