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Travolgente ed emozionante. È “AM”

La grinta. L’energia. La rabbia. Le emozioni. I quattro ingredienti principali di una ricetta chiamata “AM”, quinto lavoro in studio degli Arctic Monkeys. La band di Alex Turner finora si è espressa a blocchi di due, con i primi due lavori musicalmente molto simili, così come i due successivi. Questo sembra voler segnare ancora una nuova strada e si nota già dall’apertura, con “Do I Wanna Know?”, ricca di falsetti vocali e grinta chitarristica travolgente. Appena due anni dopo l’ultimo album, ecco dunque tornate le scimmie. Disco maturo e ricco, molto ricco di ben quattro ingredienti. Quelli citati all’inizio.

Sin dai loro esordi, gli Arctic Monkeys sono stati celebri per le ritmiche incalzanti, per le chitarre graffianti e per la batteria incisiva. Ovvio, tutto ciò c’è anche in “AM”, ma non solo. C’è spazio addirittura per delle ballad di spirito estremamente beatlesiano (“No. 1 Party Anthem”, “Mad Sounds”), che inserite a metà disco hanno il compito di spezzare il ritmo, riuscendoci in pieno e facendo venire anche un po’ di magone. La maturità della band ormai è assodata. Dimenticate il rockettino degli esordi (che per carità, ha ancora il suo perché). Finora hanno sbagliato pochissime cartucce. E di colpi ne hanno sparati già tanti.

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Contro

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