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  • Arctic Monkeys: Tranquility Base Hotel & Casino

    Domino Records / Self

    Data di uscita: 11-05-2018

    Loudvision:
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Il 2018 sarà ricordato come l’anno in cui Alex Turner e i suoi Arctic Monkeys abbandonarono le ruggenti chitarre dei 5 album precedenti per virare verso suoni più intimistici e minimali, contraddistinti da una massiccia presenza di pianoforte e batteria. Dopo più di 10 anni di carriera puramente rock’n’roll, Alex e soci sentivano la necessità di creare qualcosa di nuovo e non era facile, soprattutto dopo il grandissimo successo ottenuto in termini di vendita e critica dal predecessore “AM”, dal quale sono passati già 5 anni. E lo hanno fatto senza distribuire singoli prima del disco, altra scelta che ha spiazzato e non poco. Uscito lo scorso 11 maggio per Domino Records, stiamo parlando di “Tranquility Base Hotel & Casino“.

Già dall’apertura “Star Treatment” si capisce che non saranno i soliti Arctic Monkeys. Un simil-jazz molto minimale, con la voce compassata di Turner aprono un disco che andando avanti, proseguirà su questi lidi e queste sonorità. Non ci sono mai cambi di ritmo, tutto rimane più o meno lì, da dove parte. Lo stile di alcuni brani e la voce si accostano molto ai Last Shadow Puppets, altro ottimo progetto di Alex Turner, col quale ha realizzato due lavori molto interessanti. Indubbiamente è un disco che spiazza l’ascoltatore abituato a ritmi veloci, chitarre graffianti e batteria incalzante. Il primo ascolto sicuramente fa storcere il naso, ma andando avanti nei giorni e negli ascolti, il livello del disco sale notevolmente.

Non si esclude che però agli aficionados di vecchia data il disco possa non piacere. Ma a coloro faccio un invito: ascoltate le ultime tre di fila (“She looks like fun”, “Batphone” e “The Ultracheese”) e provate a cambiare idea. Se non ci riuscite pazienza, tornate ad “AM”, che è sempre un bel sentire.

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Contro

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