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Argento vivo sulla pelle

La seconda ed ultima tappa italiana dell’Opposites Tour per i Biffy Clyro tocca l’Estragon Club di Bologna, che annuncia qualche giorno prima dell’evento il sold out.

Era il 2007 quando quasi per caso ascoltai il singolo Living Is A Problem Because Everything Dies, del fortunato album “Puzzle“, e fu subito amore “al primo ascolto”.
Il trio scozzese con quel disco, quarto della loro discografia totale, diede inizio ad un nuovo e fortunato percorso che li ha portati nel passato più recente ad aprire concerti importanti come quelli del Sonisphere Festival (Foo Fighters, Metallica) e la data di Torino 2013 dei Muse.
Devono aver convinto il pubblico italiano, che si divide naturalmente tra i fan della prima ora e tutti coloro che li hanno scoperti e apprezzati dopo averli visti aprire concerti di rilievo internazionale.

Puntuali, in apertura, i Walking Papers di Seattle che presentano brani rock tratti dal loro omonimo album.
Convincono, personalmente sono una bella scoperta, anche se il pubblico è visibilmente in attesa dei Clyro.

Alle 21.45, con un leggero ritardo, ecco che le attese sono esaudite: rigorosamente a torso nudo, Simon Neil e i gemelli Johnston salgono sul palco ed è l’inizio dell’apocalisse.
Corpi tatuati e tanta, magnifica, adrenalina investono come un’onda i presenti.
Braccia alzate e caldo soffocante, si respira a fatica e il pensiero che mi assale è “siamo solo all’inizio”.
Si comincia con Different People, e si levano dal pubblico le grida delle ragazzine.
Perché sebbene i Biffy siano in attività da quasi vent’anni (partendo dagli esordi, non dall’uscita del primo album nel 2002) il pubblico mainstream che hanno raggiunto è nettamente giovane.
Lo dimostra il fatto che i pezzi tratti dall’ultimo disco, “Opposites“, siano i più cantati e conosciuti sebbene in scaletta siano presenti rigorosamente anche vecchie hit, inclusa la mia adorata Living Is A Problem Because Everything Dies.

Il magnetismo di Simon Neil ed i suoi tecnicismi nel suonare la chitarra sono estasi per le orecchie e tracciano le riconoscibili sonorità hard rock che hanno preso piede nell’ultimo lavoro.
Meno punk rispetto agli inizi e strutture sonore dirette verso le masse con influenze più pop di stampo Foo Fighters comunque apprezzabili: la trasformazione col tempo da quello che erano e ciò che sono oggi è visibile e tuttavia apprezzabile.
Memore di quando anch’io ero under 20 e mi lasciavo trasportare facilmente da altri istinti, noto che il pubblico femminile è incline più a mangiare con gli occhi che a farlo con le orecchie, ma poco importa: oltre che bellocci (e furbi, un corpo tonico mezzo nudo e tatuato ha sempre il suo fascino) i Biffy incarnano alla lettera la loro God & Satan.

Il concerto è un gioco di luci e di esplosioni sonore, alle quali corrispondono atteggiamenti consapevoli, salti, sudore e momenti ad occhi chiusi nei quali le distorsioni arrivano dritte a colpire i presenti.
I riff di chitarra sono potenti e per gli intenditori musicali restano il fiore all’occhiello del trio scozzese.
The Rain, Woo Woo…sembra che abbiano appena iniziato ed invece ci si sta già avviando alla fine della serata.
Dopo un certo contenimento iniziale, alla fine cedo e comincio anch’io a saltare con le mani in aria, ed è tutto liberatorio e contro ogni legge della fisica: l’Estragon esplode di gente, se già all’inizio non si respirava, a fine concerto il caldo è estenuante e siamo tutti sudati come eschimesi in vacanza in Marocco.

È stata la prima volta che ho avuto il piacere di vedere i Biffy Clyro live, e devo ammettere che le aspettative non sono state tradite.
Sicuramente, per una che li ha conosciuti discograficamente in un modo, è stato fondamentale avere un riscontro visivo live.
La loro bravura è all’altezza di tutto il successo guadagnato negli ultimi anni, e l’esecuzione on stage di “Opposites” convince maggiormente rispetto ad un ascolto privato.

Non sono veri e propri animali da palco, ma tra i fenomeni musicali degli ultimi anni si confermano come musicisti che sanno suonare live mantenendo viva la qualità delle loro performance.
In fondo, con loro, è il sound che ti fa sentire l’argento vivo addosso.

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