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Arisa: La voce sincera della musica

Vincitrice di Sanremo 2014 con il brano “Controvento”, Arisa è attualmente in giro per l’Italia per il suo “Se Vedo Te Tour“. Ho scambiato due chiacchere con lei per farmi raccontare un po’ come sta andando questo viaggio. Ho scoperto in Arisa una bellissima persona, con le idee chiare, alla base delle quali ho colto un’ammirevole sincerità.

Ecco cosa ci siamo dette durante l’intervista.

 

Ciao Arisa! Benvenuta su LoudVision! Come stai?
Ciao! Tutto bene grazie..
Come procede il “Se Vedo Te Tour”? Sei soddisfatta?
Guarda, benissimo. Devo dire che ogni data è una soddisfazione, e non perché è il mio concerto..
Si sta bene, la musica è bella, c’è atmosfera. C’è molto ritmo quest’anno, soprattutto all’inizio. Non manca, ovviamente, la parte più intimista centrale.. è bello sono felice, mi piace molto!
Segui una scaletta ben precisa per ogni tappa del tour oppure è soggetta a cambiamenti?
In questo periodo si, stiamo rivisitando sempre la stessa scaletta perché abbiamo iniziato da poco, ma penso che in corso d’opera cambieremo tanto.
Finora qual è stata la tappa più emozionante o che ti è rimasta particolarmente impressa?
Io aspetto la tappa di Matera, sinceramente. Finora mi sono emozionata, ma credo che l’emozione che mi darà la mia terra è sempre un’emozione particolare.
E’ previsto uno spettacolo particolare per questa data?
Non penso.. Guarda, io non sono un’artista che ripete ciclicamente le cose, volta per volta. Sono una persona che mantengo sempre una certa freschezza. Certe volte mi dicono “Sai, dovresti prepararti le cose da dire”.. E invece io dico di no, perché è bello mostrare la verità delle persone e delle cose. Anche a costo di sembrare un pochino approssimativa, rimango della mia “scuola”. Bisogna dare verità alle persone. Questo fa si che io non debba per forza cambiare la scaletta volta per volta, preoccuparmi di offrire delle cose nuove.
Noi siamo una cosa nuova sempre, ogni volta.
Prima che iniziasse l’avventura Sanremo, in un’intervista dove ti veniva chiesto su quale dei due brani che portavi puntavi di più, hai risposto che non ti sembrava giusto dirlo. Adesso puoi dirci se si trattava proprio di “Controvento” ?
Posso dirti la verità? Sinceramente si. Sapevo che le persone avrebbero gradito di più “Controvento” perché è una canzone diretta, che è scritta per la gente. Non mi sono meravigliata affatto. “Lentamente”, invece, è una canzone un po’ più profilata.. scritta da una cantautrice importante come Cristina Donà.
Però sono contenta che sia andata così, perché io sono una ragazza del popolo. Canto per il popolo. Canto le cose vere, le cose che sento io e che vorrei sentirmi dire io. “Io ci sarò” è una bella cosa.
Tra l’altro, “Controvento”, dopo la vittoria ha riscontrato grandissimo successo. Come nasce questa canzone?
Come nasce non lo so, perché non l’ho scritta io. C’è un rapporto molto bello tra me e l’autore di “Controvento” che è il mio ex fidanzato. E’ un rapporto che è stato un grande amore, adesso è una bella amicizia. Sai, è bello che non si esaurisca tutto quando finisce l’amore e che tra due persone che si sono amate tanto rimanga un grande rapporto di amicizia, e che non ci si perda.

“Controvento” è un po’ la descrizione di quello che accade tra i grandi amici, tra i familiari stretti.. Quando vai a casa dei tuoi genitori, e magari i tuoi non ti parlano più come quando tu eri adolescente. Però ti stanno vicino, e non mettono giudizio sulle tue scelte. Ti fanno capire che qualsiasi cosa tu farai loro ci saranno.
Questo è sicuramente il motivo per cui è stata molto apprezzata dal pubblico..
Ma si, le cose vere le senti.
Ti aspettavi la vittoria?
Si. Lo so che è molto presuntuoso.
Sai cos’è.. basta tirarsi indietro. Noi siamo un popolo che si tira un po’ troppo indietro. Un po’ per falsa modestia, un po’ perché darsi dei meriti significa anche prendersi delle responsabilità. Invece, se tu dici sempre “Non lo so fare, non sono capace”, è tutto più facile.

Bisogna essere presenti a se stessi, e alle cose che si fanno. Prendere le cose di petto, avere coraggio e dire “Io me lo merito, e vado”. E poi.. “come finisce si cunta.. si dice in Sicilia!”
Ahahah, esatto!
Parlando sempre di Sanremo.. Com’è stato questo gran ritorno sul palco dell’Ariston dove tutto ha avuto inizio e da vincitrice della categoria Big questa volta? Quanto ti senti cambiata in tutti questi anni?
Io a Sanremo devo tutto. Anche gran parte della mia cultura musicale è molto legate a Sanremo. Ho scoperto di voler fare la cantante quando ho sentito a Sanremo delle cose che mi emozionavano. Mi ricordo quando ero bambina che mi piaceva tantissimo Anna Oxa, nelle sue mille trasformazionei nella sua voce bellissima che tuttora mi incanta!

E poi ricordo che volevo andare a Sanremo, è l’unica cosa che dicevo sempre quando ero piccola. Non sapevo bene nemmeno a fare che cosa!

Devo dire che mi sento molto fortunata, e Sanremo è stata gran parte della mia fortuna. Poi, considera che anche se faccio musica pop, la mia musica è molto di senso. E’ quasi una filosofia popolare, l’espressione di una cultura popolare molto forte.

Non a caso, il mio autore di riferimento, Giuseppe Anastasi, è un insegnante al CET di Mogol. E’ una persona che insieme a Battisti, ha fatto la storia della musica italiana e del cantautorato italiano. Ha cercato di inserire in una dimensione pop la profondità del sentimento reale, e con una certa innovazione.
Per me non è molto facile passare in radio, capisci? Sanremo, invece, mi dà la possibilità di farmi apprezzare dalla gente e da un piccolo frangente di farmi apprezzare anche dalle radio.

 

Ascolta, invece, c’è una canzone nel tuo nuovo album che più ti rappresenta?
Guarda, sicuramente “Quante Parole Che Non Dici” è una canzone che mi rappresenta tantissimo. E’ stata scritta per me da un autore, Antonio Di Martino, e ha una profondità particolare.
Più che altro è una canzone molto reale, con un significato ben preciso..
Si si.. Infatti, non è andata tanto bene in radio. Non me lo spiego perché..
A proposito di questa canzone, ma tu hai davvero detto tutto tutto nella tua vita?
Noo.. ma sai le cose che non ho detto è perché non le conosco ancora!
La musica invece quanto può dire ancora?
Una volta sono andata in udienza dal Papa. Non sono riuscita a parlare col Papa quel giorno, ma spero di riuscirci a breve. Ho parlato, però, con un suo stretto collaboratore che mi ha detto: “Guarda Rosalba, io sono sicuro di una cosa: nella politica probabilmente non ci crede più nessuno e per farlo dovrebbe succedere proprio un miracolo. Con la musica, però, si può fare tanto.. con l’arte in genere”.
L’arte smuove gli animi e fornisce delle direzioni inconsce, importanti, in quanto spinge il nostro stomaco a comportarsi in un modo diverso. Bisogna curare l’arte, perché l’appiattimento dell’arte provoca l’appiattimento delle cultura. Noi artisti abbiamo il dovere di tutelare le menti delle persone che ci ascoltano.
Sei stata giudice per X Factor. Hai seguito quest’ultima edizione?
Si, ho visto una volta i casting e una volta una puntata.
Secondo te quali sono i punti di forza di questi formato?
Prima di tutto, pensa che nell’antica Roma, e non solo, il passatempo dei ricchi era l’Arena, il duello. Ecco, quello che noi vediamo in questi talent è una sorta di duello pacifico. Le persone sono avvinte dalla gara. Questi ragazzi che vengono ai talent, infatti, diventano dei veri e propri idoli, dei modelli da seguire. Hanno milioni di follower sui social. Questi sono i punti di forza.
Poi, secondo me, il fatto che ci si affeziona un po’ al personaggio. Quando c’ero io ho notato che X Factor,  qui in Italia, è un talent che lascia molto spazio alle nuove tendenze musicali. Per esempio, il mio lavoro era molto improntato sul far conoscere agli spettatori delle realtà musicali che non conoscevano. I Little Dragon, tutto quello che abbiamo fatto con Antonella Lo Coco, io ero molto contento di fare questa cosa qui. Mi piaceva molto. Secondo me ero un punto di forza. Quando c’ero io era figo! Adesso non so come stanno andando le cose.
Quest’anno, comunque, c’è Victoria che è molto brava, c’è Fedez. Secondo me anche quest’anno darà grandi soddisfazioni. Io ci volevo andare. Mi avevano chiamato per andare.. Pensa che avevamo già concordato tutto, poi alla fine, non si è saputo perché, non mi hanno più voluta..
Sai cos’è.. io sono una persona libera, e le persone libere non piacciono a nessuno.
Cosa ci dici invece della tua esperienza con il doppiaggio dei cartoni animati? Parlo sia di “Cattivissimo me 2” che il recente  “Barry, Gloria e i Disco Worm” dove presti la voce al personaggio Gloria.
E’ stato bellissimo! Il doppiaggio è un’esperienza che ti permette di scoprire tantissimi colori della tua voce, anche di più. Poi, di imparare a recitare.. senza preoccuparsi troppo del movimento scenico. Impari a recitare solo con la tua voce, ed è bellissimo perché poi quando ti ritrovi a recitare davvero sei già avanti!
Inoltre, ho avuto una fortuna pazzesca! Ho doppiato “A Monster In Paris”, un film di Luc Besson, oltre a “Cattivissimo Me”, “Barry, Gloria e i Disco Worm”. Quest’ultimo mi è piaciuto particolarmente perché ha un significato molto bello. Questi vermetti, nonostante fossero destinati al compostaggio, in realtà coltivano la loro passione per la musica e ce la fanno, a dispetto di tutti gli increduli. Ho fatto sempre dei personaggi positivi, con un proprio motto “Al di là delle apparenze ce la faremo”.
Questo mi ha edificato anche nella vita. E’ stato bellissimo, lo rifarei!
Il 2014 possiamo definirlo come “anno d’oro” per te.. Tra l’altro sei stata nominata anche ambasciatrice dell’Earth Day lo scorso 22 aprile. Secondo te qual è la maggiore minaccia ambientale in questo momento?
Mmm.. le polveri sottili, i gas. Purtroppo, siamo messi male sotto questo punto di vista. C’è Antonio Di Martino che in una canzone dice: “Come l’Italia che ci vuole vivi e basta!”.
Certe volte, questi qua non si rendono conto che ci potrebbero stare i propri figli . Tutti quanti abbiamo un tempo in questo viaggio. Bisogna fare del bene..
Ancora però il 2014 non è terminato.. magari arriverà qualche altra soddisfazione per chiudere in bellezza l’anno, tu che dici?
Non lo so.. Io spero sempre nelle soddisfazioni.
Hai già qualche altro progetto in cantiere dopo il tour?
In questo momento sto lavorando per il presente, quindi non ci sto pensando. Sai, voglio vivere un po’.. perché in questi ultimi anni ho dedicato tutto alla musica e mi sono resa conto che forse ho tralasciato qualche aspetto.
Adesso devo rimettermi in moto per cercare la felicità, di Rosalba, capito? Non è che esiste solo Arisa, esiste anche Rosalba.
Se tornassi un attimo indietro nel tempo.. Secondo te chi sarebbe Arisa oggi se non avesse mai vinto?
Un’estetista pazzesca!

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