Home > Recensioni > Arjen Lucassen’s Star One: Live On Earth

Cartoline dallo spazio

Un live album, per giunta doppio, con un solo album di inediti alle spalle può non essere troppo se si tiene conto dell’intera carriera del mastermind del progetto Star One, Arien A. Lucassen già noto ai più per le opere pubblicate con il monicker Ayreon. Gli Star One sono dediti a ciò che loro stessi definiscono “space metal”, fusione di elementi prog rock (spesso vengono in mente i Rush), hard rock dei ’70ies e prog metal moderno, con un abbondante uso di tastiere volte alla creazione di atmosfere che in qualche modo dovrebbero dare un flavour “siderale”. Proprio dallo scenario progressive attuale arrivano alcuni degli uomini che hanno aiutato Lucassen a dare vita a questo progetto, ricordiamo, tra gli altri, Russel Allen dei Symphony X e Damian Wilson, ex-Threshold. Su quelle coordinate stilistiche anche questo live album che vede in line up musicisti di tutto rispetto come i già citati Allen e Wilson accanto a Robert Soeterboek, Irene e Floor Jansen a prestare le rispettive ugole, Ed Warby alla batteria, Peter Vink al basso e Joost van den Broek alle tastiere. Spicca la prestazione del cantante dei Symphony X (cfr. “Dreamtide”, “Intergalactic Space Crusaders”), il quale si dimostra una volta di più unn vero animale da palco, ma tutti i musicisti coinvolti nel concerto offrono performance più che buone, va detto. Buona anche la produzione (forse persino troppo levigata) e le resa sonora di un album che va a pescare tracce anche dai dischi degli Ayreon, tra le quali “Dawn Of A Million Soul”, “Valley Of The Queens”, “Castle Hall”.Tutto sembra scorrere per il meglio, suoni, prestazioni e set list, ma manca comunque qualcosa per convincere chi nutrisse dubbi sulla qualità della proposta dei Nostri. Se si escludono le eccezioni rappresentate da “Dawn Of A Million Soul”, più coinvolgente in versione live, “Songs Of The Ocean”, abbastanza ben costruita e dalla buona melodia, la trascinante “Intergalactic Space Crusader” e qualche altro episodio, “Live On Earth” non è in grado di muovere a miglior opinione i detrattori di un tipo di sound che spesso e volentieri sa di minestra riscaldata. Sulla carta il progetto Star One, così come fu per “Flight Of The Migrator”, disco a nome Ayreon che ne costituisce l’embrione, parrebbe avere parecchi spunti d’interesse, ma nella pratica, nonostante l’eccellenza dei collaboratori, non è ancora riuscito ad entusiasmare, né in studio, né dal vivo.

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