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  • Art Brut: Bang Bang Rock & Roll

    Art Brut

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L’ho vista nuda… DUE VOLTE!

La demenza al servizio dell’acume. O forse l’esatto opposto. In ogni caso i testi e l’attitudine degli Art Brut non sono casuali (ma visceralmente spontanei), al contrario delle note che il gruppo riesce con fatica a mettere in fila dal vivo. Gli Art Brut si sono formati 10 minuti fa con l’intento di scrivere la canzone che possa mettere d’accordo Palestina e Israele, hanno scritto 10 pezzi della durata media di 2 minuti e mezzo l’uno (impiegando meno tempo a scriverli che a suonarli), hanno comprato strumentazione d’occasione al negozio dell’usato dietro l’angolo e sono venuti a raccontarci i miseri parti delle loro menti deviate.

L’Art Brut è quella dei dannati. Dei carcerati, dei pazzi, dei fottuti dalla vita. E per gli Art Brut non si può certo pensare sorte migliore. Che finiscano a Los Angeles (da Londra) con Morrissey, in Italia con Enrico Gatti o a Top Of The Pops poco importa, resteranno sempre dei cazzoni di cui ci siamo innamorati (e di cui tra poco ci scorderemo). Con irrimediabile sentimentalismo per il rock minimale, l’attitudine sguaiata, l’ironia bastarda e le provocazioni senza ritegno di Eddie Argos. Chi non vorrebbe essere nei panni del suo piccolo fratello di 22 anni che ha appena scoperto il rock and roll ed è ora fuori controllo?

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