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Silenzio…. è poesia!

Chiudere gli occhi, perdersi nelle claustrofobiche e ingegnose note di synth compenetrate dal laborioso basso: un suolo fertile per una voce passionale e corrosiva… tutto ciò è davvero molto coinvolgente!
Ci si trova davanti ad un gruppo impegnato e convinto della sua arte, che sa emozionare senza creare alternative per fraintendimenti, chiarendo ogni singolo aspetto e provando una piacevole ossessione nello snocciolare pensieri ed emozioni intime in musica e in testi.
Artefici di un’opera che rispecchia la loro identità e si rapporta con suoni strutturati di synth e corde, la quale non può fare a meno della carismatica voce calda, distaccata e razionale di Mircea, sono gli Artifex: alla loro quarta creazione, “Suspension Of Disbelief”, pretendono e riescono ad impressionare chi presta orecchio e cuore.
Il sound ricorda l’alternative rock di Tool e A Perfect Circle con forti sfumature di industrial alla Nine Inch Nails, mentre il timbro vocale è davvero molto particolare talvolta ricorda quello di Lenny Kravitz (e ciò è molto alienante).
Quattro canzoni chirurgicamente modellate attorno ad uno scheletro di vivide visioni decadenti, parole che descrivono la pressione emotiva dell’uomo contemporaneo e musica studiata per ammaliare all’ascolto.
Insomma luce diffusa e opaca si staglia all’orizzonte, una piacevole sensazione di vita: la musica underground italiana è viva e c’è chi lavora seriamente per nutrirla e farla crescere!

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