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Aruba Film Festival: Good vibe

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Feste, soprattutto. Il Festival di Aruba sarà pure neonato, ancora poco noto, estremamente lontano dalle rotte classiche del cinema, ma certo non si può dire che la componente glamour sia stata trascurata. Il ritmo è quello di un party a serata, in venues sempre più esotiche e cool, dal cabaret canoro di Zissles, ai toni à la Melrose Place del Golden Coast – piscina, pinacolada e molto ambiente. Piacevoli momenti in cui fare social networking, soprattutto, scevri però dell’alone di ingessata ufficialità di molte feste da jet set analoghe. Good vibe, dicono più o meno tutti, a proposito di questo festival. E sarà l’aria bollente, o la singolare mescola di variopinte personalità presenti – su tutti un dionisiaco Steven Bauer, che rotea tra un party e l’altro con inalterato volto rubizzo – ma pare abbiano ragione.

Sul fronte film, invece, che dire: nei due giorni precedenti è stato il turno di “Beginners” e “Son of No One“. Quest’ultimo, terza fatica dell’acclamato Dito Montiel (“Guida Per Riconoscere I Tuoi Santi”, necessario riscoprirlo), è ancora una volta un ritratto umano scolpito con sentimento sugli inferi urbani del Queens – insomma, un ritorno alle origini per Montiel – affidato al volto pesto, e un po’ sovrappeso, del fascinoso Channing Tatum. Storia asfissiante e cruda, dolorosa, ritmo filmico poco equilibrato – il blocco centrale pare un ralenti, tanto è spezzettato tra continui flashback – ma la pancia sussulta e viene colpita dallo stile comunque verace e sferzante del regista. Non un capolavoro, ma uno di quei film che trasportano i personaggi oltre lo schermo e sanno farli aderire alla pelle del pubblico.

“Beginners”, invece, firma Mike Mills, è un tenue affresco sommesso che pare parto di un Woody Allen in improvvisa sortita indie, una storia di ricerca di identità e (ri)costruzione di affetti, tra un Ewan McGregor smarrito e lunare, un Christopher Plummer protagonista di un outing gay a settantacinque anni e una Melanie Laurent (la Shosanna di “Bastardi Senza Gloria”) bohemienne e ineffabile, splendidamente somigliante alla Nastassja Kinski giovane. Toni notturni e lievi, in una storia delicata ed amabile.

Oggi, invece, si cambia musica – in tutti i sensi – e protagonista assoluto sarà l’atteso Curtis Jackson, in arte 50 Cent, a queste latitudini riverito quasi come un messia.

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