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Aruba Film Festival: Rock’n’roll!

E 50 Cent arrivò.
Singolare, considerando che si tratta di un festival cinematografico, constatare che la superstar della passerella, quest’anno ad Aruba, è proprio il monolitico rapper afroamericano. Certo, Curtis Jackson (così all’anagrafe), ha un film in cartellone, il tragico “Things Fall Apart“, regia di Mario Van Peebles. Ma ancora non l’ha visto quasi nessuno, al mondo, e in ogni caso a guardarsi intorno, nella calca inaudita che circonda il red carpet, viene da pensare che in fondo questa prova attoriale possa difficilmente essere la vera leva che ha spinto un tale pubblico ad accorrere, caloroso e accaldato. Ma tant’è. 50 Cent è un divo di dimensione mondiale, uno di quelli che nel V.I.P. dei locali siedono sorridenti tra champagne e amazzoni, circondati da un plotone di bodyguard, a farsi fotografare dal famelico pubblico in delirio, ansioso di catturare almeno un lampo, un esile frammento della loro immagine. Cosa che, puntualmente, accade anche ad Aruba, al party che fa seguito alla proiezione – presa letteralmente d’assalto, anch’essa, nonostante il film si riveli, a conti fatti, lontano dall’essere un capolavoro, disarmonico e scolastico, dotato di una buona fotografia ma decisamente mal sceneggiato.

Ma a questo punto, ci si chiede: allora cosa c’entra il rock’n’roll? Quella, è presto detto, è un’altra storia. La storia di un piccolo film ungherese, “Made in Hungaria” (titolo poco equivocabile), che movimenta il pomeriggio di questo terzultimo giorno di festival. Un “Grease” oltrecortina, un musical low budget imperniato sulla storia di un giovane musicista che sogna(e suona) l’America di Elvis dalla parte sbagliata del mondo, nel blocco comunista. Ce ne sarebbe per una tragedia, o per una spy story, e invece il film, godibilissimo, è un andirivieni di twist, rock, e quant’altro, in lingua ungherese, costumi dei fifties e tonnellate di brillantina. Certo non un film epocale, ma una pellicola gradevole e spensierata, divertente e impreziosita da qualche battuta davvero imperdibile – “Questo Manchester non è un granche, vero? Il nostro Honved lo schiaccerebbe”.
E d’altra parte, it’s only rock’n’roll, but I like it, non è vero?

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