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  • Ashent: Deconstructive

    Ashent

    Data di uscita: 23-03-2009

    Loudvision:
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La sorpresa

L’opera di valorizzazione dei talenti tricolori, inseguita negli ultimi anni dalla Lion Music, ci consente di apprezzare gemme nostrane sino ad oggi nascoste nel tessuto underground. M. Sfogli, String 24, F. Fareri, Astra, M. Izzizzari, Moonlight Comedy, S. Fiorletta, Twinspirits sono solo alcuni di questi nomi. Cui oggi si aggiungono gli Ashent, quintetto veneziano, già debuttante con “Flaws Of Elation”.

Conformemente al cassetto della label scandinava, gli Ashent propongono un prog metal originale: linee melodiche venate di malinconia si mischiano ad una base strumentale moderatamente aggressiva e complessa (talvolta thrash/death oriented), attenuandone la portata violenta. Così il ricorrente growl è solo un sottofondo difficilmente percepibile; l’US power spinge l’accelleratore della batteria, senza travolgere quella che potremmo definire una dolcezza di fondo.
L’ultima volta che abbiamo sentito qualcosa di così armonico e strutturato era il 2002, quando gli Heaven’s Cry producevano il loro ultimo lavoro: “Primal Power Addiction”.

Tutto funziona a meraviglia. La varietà dei temi e delle influenze si completa con un songwriting estremamente gradevole.
La ricchezza interiore dell’album è nell’infinita serie di arrangiamenti e varianti sul tema, che consentono ad ogni ascolto nuove scoperte.
Al momento, la musica degli Ashent non ha paragoni. L’unica alternativa all’acquisto del loro album è aspettare il prossimo.

Sarò sincero con gli amici Ashent. Solo in sede di recensione ho scoperto la loro italianità. Lontano, dunque, da una proliferazione di complimenti per scopi nazional-protezionistici, posso ora tranquillamente rimpiangere le 24,00 Euro spese per l’acquisto dell’ultimo Dream Theater…
“Nemo profeta in patria”, dicevano i latini. Triste destino per i nostri validissimi artisti…

Pro

Contro

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