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Asia Ghergo: Bambini Elettrici, il primo album brano per brano

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Da YouTube alla scena indie italiana. L’ascesa della giovanissima Asia Ghergo si può riassumere fino ad ora citando questi due estremi di una linea retta, breve e già ricca di traguardi. Da un canale in rete con oltre 80 mila iscritti ai palchi più importanti al seguito di artisti di punta del panorama nostrano, scalando poi la classifica Viral Italia 50 su Spotify con il singolo “Giovani Fluo”. E alla sua generazione e ai giovanissimi si rivolge la canzone di Asia Ghergo di questo primo disco di inediti che intitola “Bambini Elettrici” dove si racchiudono fotografie generazionali e stati d’animo in bilico tra il nichilismo di questa nuova realtà digitale e il romantico bisogno di stare bene, di stare in equilibrio. Le piccole emozioni e i grandi filtri che ostacolano ogni vissuto quotidiano. Un progetto che mescola assieme elettronica e cantautorato indie con questo taglio vocale sbarazzino e dannato, leggero quando occorre e sempre denso di significato.

Asia Ghergo, “Bambini Elettrici” brano per brano

Guardami Ballare

Asia descrive il suo bisogno di tempo, inteso come un non voler diventare grande in fretta, nonostante tutti intorno a lei si aspettassero il contrario. In questo testo spiega il suo modo di vedere le cose, ancora quasi innocente, il suo meravigliarsi di tutto come fanno i bambini, il bisogno di guardare le stelle e di credere che un giorno i propri sogni e desideri si avvereranno. Descrive anche un amore puro, semplice, come quello vissuto a 18 anni.

Angeli

È una canzone d’amore, racconta di un rapporto tra due persone molto simili, empatiche, con problemi diversi ma comunque difficili da affrontare. In giovane età ogni minima cosa sembra una montagna insormontabile, e in quest’immensità, dove tutto sembra capace di far del male, l’unico antidoto sembra unirsi per essere più forti, ma comunque fragili.

Stare Bene

Racconta essenzialmente di un malessere generale che l’ha colpita allo scoccare dei suoi 19 anni: la scuola stava finendo, era costantemente sotto stress, e i litigi cominciavano ad essere frequenti, sia con i suoi genitori che con le persone che aveva accanto. Tutti le facevano sentire come se stesse cambiando, in peggio: “Era certo che qualcosa dentro di me non era più come prima, perché non mi sentivo la persona solare ed estroversa che ricordavo di essere e pian piano vedevo le certezze della mia vita svanire come in un sogno. Mi sono ritrovata come se non volessi più uscire dalla mia camera, non mi sentivo più realmente bene. Non volevo più alzarmi dal letto, sarei rimasta sotto le coperte per giorni interi piuttosto che affrontare la mia vita che stava cambiando. Da una parte di sentivo come prigioniera, perché volevo crescere, andare via di casa, prendere io le mie decisioni, ma dall’altra non mi sentivo pronta. Ma volevo farlo, volevo essere capace di dire a me stessa, prendi, trova il coraggio ed esci, il problema è che spesso mi sentivo come in catene, ed ero io stessa a causarmi questo malessere. Sono sempre voluta rimanere piccola, e questa condizione aveva cominciato a starmi stretta, probabilmente mi sento tutt’ora così, ma sto cercando di dare tempo al tempo”.

Reset

È una canzone dedicata ai ragazzi di oggi, completamente diversi da quelli della generazione precedente. “Siamo sempre pieni di dubbi, costantemente in bilico tra la voglia di fare e la mancanza di opportunità e di fiducia nei nostri confronti. Ci sentiamo sempre così soli, così piccoli rispetto al mondo dei grandi, incapaci e mai abbastanza. A volte, di fronte alle avversità, vorremmo essere come dei computer per poterci resettare, perché a volte quello che dobbiamo sopportare ci fa troppo male. Abbiamo due gambe per andare dove vorremmo, le parole per dire cosa pensiamo, ma entrambe le cose sembra che non sappiamo più usarle, non sappiamo più rapportarci fisicamente alla vita, o forse non lo abbiamo mai capito davvero. Una cosa è certa però, abbiamo un animo sensibile, tutto da scoprire”.

Una Gonna

Parla di come a volte Asia si sia sentita fragile, sensibile, diversa dagli altri; e di come proprio questo suo sentirsi extraterrestre, questo suo pensare sempre fuori dagli schemi, l’abbia portata a buttarsi giù e a sentirmi spesso insicura di se stessa. “È proprio nel momento in cui queste sensazioni si fanno più forti, però, che emerge il mio “io interiore”, la mia parte forte e motivata, quella che mi dice di svegliarmi, di non stare ferma, di fare tutto quello che mi passa per la testa, di osare, anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato. A volte mi sento insicura nelle scelte da fare, impaurita dalle conseguenze, cosicché tutto ciò mi porta a sentirmi piccola, nonostante i miei vent’anni, ma la cosa certa è che prima o poi riuscirò finalmente ad essere indipendente, a non sentirmi più una bambina e a prendere in mano la mia vita. In sostanza riuscirò a staccarmi dalla gonna di mamma”.

100 Volte

È stata la prima canzone scritta a 16 anni, primo testo, prima melodia, sensazione impagabile. È dedicata ai suoi migliori amici, compagni di viaggio, le persone con cui è cresciuta e senza le quali non sarebbe la persona che è ora. Descrive la loro adolescenza, il loro essere così giovani, così fragili ma così pieni di voglia di vivere.

Arcobaleni

Parla del mondo dei balocchi, quel posto che abbiamo conosciuto da piccoli, nel quale, quando si cresce, non si può più mettere piede, come ci fosse una legge naturale che ce lo vieta: “Proprio come i bambini, a volte mi sento fragile, e non sempre riesco a distinguere il bene dal male, ma mi piace pensare che quelle che mi escono dagli occhi quando ho una ferita, non siano lacrime ma arcobaleni”.

Sfere Celesti

Parla del sentirsi smarriti, del non saper gestire le proprie emozioni, dell’inquietudine che si prova ad un’età così fragile come l’adolescenza: “C’è tanto chiasso, tanta frenesia nella vita di un adolescente, di conseguenza, ci muoviamo in branco per sostenere meglio quello che da soli non riusciremo a fare. Tra crolli emotivi, delusioni e tristezze, quasi ci vantiamo dei nostri drammi, perché in fondo, una volta superati, siamo consapevoli che sono loro a renderci più forti”.

Occhi Rossi

Racconta di un amore con qualche crepa e qualche cerotto qua e là. I primi dolori, le prime delusioni, i primi rancori, i primi sbagli, sono sempre i più difficili da mandare giù, “e noi siamo lì ad asciugarci le guance con le maniche della felpa facendo finta che non sia successo niente”.

Coraggio

È una canzone che parla di speranza: “A volte di fronte ai nostri desideri più grandi ci sentiamo spesso impotenti ed incapaci di rimboccarci le maniche; le cose ci sembrano sempre troppo irraggiungibili e grandi per essere portate a termine: il messaggio che questa canzone vuole dare è quello di trovare dentro di sé un po’ di coraggio, quel motore che ci spinge e ci motiva a mettere noi stessi al primo posto invece che lasciarci abbattere dalle circostanze”. Questa canzone invita ad urlare al mondo chi si è per davvero, di far sentire la propria voce e di aiutarsi a vicenda affinché ciascuno possa realizzare se stesso e i propri sogni. Nulla è mai dato per vinto, se ci si impegna, se ci si rialza dopo che si è caduti, c’è sempre speranza per un futuro migliore.

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