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Dieci anni… e sentirli

In casa At Vance si è arrivati all’ottavo album in dieci anni e la vena creativa di Lenk e soci inizia a risentirne. Nome dell’album e titolo della settima traccia sono piuttosto emblematici: “Ride The Sky” e “Power” non li abbiamo già sentiti da qualche parte?
Già, certo, per chi mastica power metal sono titoli fin troppo ricorrenti, così come questo album che ricalca le caratteristiche di un genere dai canoni ormai ben definiti senza spingersi oltre.

La nota positiva è che comunque gli At Vance ci sanno fare: hanno tecnica e velocità, personalità e una voce calda e piena che si adatta perfettamente alle sonorità del disco; sonorità ereditate dai precedenti album e in particolare dall’ultimo “VII”.
Il quartetto dimostra le proprie capacità proponendo alcuni pezzi che se entrano in testa – o nella playlist – difficilmente ne escono (“Ride The Sky”, “Last In Line”, “Power”)

“Ride The Sky” contiene dunque tracce di buon valore, pur senza spiccata originalità, ma anche altre che sono di qualità decisamente sotto le aspettative. Il punto più critico del disco è senz’altro la ballata “You And I”, un vero concentrato di noia. Più in generale i pezzi che peccano maggiormente di banalità sono quelli meno veloci, come se gli At Vance non si trovassero a loro agio con lo scendere dei BPM.

Mai sentito un album dal rendimento così altalenante! Tutte le tracce dispari sono le più cariche e più che discrete, mentre le pari – spesso più banali – sono al limite della noia… due facce decisamente diverse per un cd nel complesso apprezzabile, ma curiosamente assortito.

Pro

Contro

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