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  • Ataraxia: Arcana Eco

    Ataraxia

    Data di uscita: 21-03-2006

    Loudvision:
    Lettori:

Bellissimo capitolo riepilogativo da collezione

“Arcana Eco” è un progetto molto particolare; impegnativo per il gruppo, che ha deciso d’offrire ai fan un’inusuale sguardo sulla loro carriera a partire dagli inizi fino agli Ataraxia d’oggi, tramite mezzi che per essere apprezzati richiedono buon gusto, tempo e la pazienza di cogliere e godersi i dettagli: fotografia, poesia, informazioni biografiche, il tutto in un libro di circa 160 pagine. Nessun dubbio, gli amanti dell’eclettico ensemble sapranno apprezzare i due anni di lavoro, che si vedono e si palpano nelle foto intrise di storia e di evocatività; emozioni che spiegano, almeno parzialmente, l’ispirazione di questi musici. Inoltre, anche se un CD è poco per riassumere una discografia decisamente vasta, riarrangiamenti completi di loro classici intramontabili, insieme a quattro inediti, sono materiale più che sufficiente a dare dignità artistica a questo passo riflessivo della loro carriera.
Più in dettaglio, troviamo la “New Key-Chimes version” di “Astimelusa”, tratta da “La Malediction D’Ondine”; il brano, infatti, non solo possiede una multistratificazione dei colori sonori che mima l’infinito fluire e rifluire delle correnti, ma ipnotizza con le sue simmetrie vocali. Poi “Nossa Senhora Dos Anjos (new studio version)”, tratta da “Os Cavaleiros Do Templo” (videotestimonianza della loro trasferta in Portogallo, inedita nella versione studio), fa incontrare il canto quasi-lirico con potenti e lente atmosfere, che certamente vogliono aderire ad antiche terre e radici, e si fanno preziose, mediterranee nei lievi arpeggi di chitarra classica. “De Pourpre Et D’Argent (A Baroque Divertissement version)”, uscita su “Saphir”, acquista quella tipica serenità apollinea del concerto barocco grazie agli arrangiamenti d’archi in stile. “Cobalt”, la prima inedita, indugia tra momenti femminei e atmosfere ascetiche; notevole il gusto per le melodie.[PAGEBREAK]“Mirsilo” pone l’accento sulla lamentosità delle liriche; la Nicoli gioca con sfumature della stessa nota, dando un ipnotico senso di variabili d’intensità, accompagnata da percussioni e chitarra classica. Interessanti, poi, le evoluzioni più gotiche che adombrano il tema principale che esce, comunque, intatto nel finale. “Fire In The Wood”, è una curiosa sinestesia musicale: laddove le linee vocali sono in inglese, la canzone è assolutamente di matrice ispanica, con influenze mediorientali. Infine, “The Island Of Docteur Moreau” riprende la delicatezza delle chitarre acustiche-melodiche in un intimistico sussurrato, riscaldato dai caldi tamburi, ampio grazie ai gorgheggi e ai vocalizzi che aprono un paesaggio sonoro sullo sfondo che si leva fino al cielo e si spinge fino all’orizzonte. Ma gli Ataraxia non sono affatto nuovi alla creazione d’un suono tridimensionale.
Un lavoro davvero pregevole, sentito, come al solito limitato (nel numero di copie). Non c’è buona ragione per lasciarselo scappare, essendo un ottimo veicolo conoscitivo anche per i neofiti del gruppo, che troveranno qui stimoli sufficienti per andare poi ad approfondire quali capolavori siano stati opere come “La Malediction D’Ondine”, o “Il Fantasma Dell’Opera”.

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