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    Atome Primitif

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Chimica dotta

Un’introduzione che è un pezzo di un celebre monologo di “Otto E Mezzo” pare preludere a un disco assai concettuale e culturalmente ricco.
In realtà, il progetto della particella primordiale viene dalla comune passione di Azzurra, Giacomo e Clelia per la musica elettronica (quella dalle sonorità più raffinate).

Tre ragazzi che divengono quattro con l’aiuto di Claudio Cicchetti, ma le cui idee rimangono fortemente ancorate alle atmosfere soffici e intriganti su cui una voce candida irrompe in modo spettrale e dolce al contempo.
Le chitarre si insinuano ora come archi corposi, ora invece come strimpellii new wave; le linee di basso guidano la sezione ritmica, sempre elegante e contenuta, mentre le liriche anglofone divengono lo sfogo di emozioni.

I numerosi rimandi letterari, filosofici e artistici incuriosiranno le persone maggiormente spigliate. Di fatto, il quartetto riesce a riempire le sequenze armoniche sia sul pentagramma sia sul frangente erudizione, dimostrando che avere pochi anni rispetto a esimi colleghi non significa esserne troppo distanti.
Ci vuole più pratica.

Pro

Contro

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