Home > Recensioni > Atreyu: A Death-Grip On Yesterday
  • Atreyu: A Death-Grip On Yesterday

    Atreyu

    Loudvision:
    Lettori:

È proprio solo emo e melodia?

Ci sono quelli che gli Atreyu li snobbano per partito preso, perché hanno le frangette, perché usano l’eyeliner più di Britney Spears, perché hanno i ritornelli melodici, perché piacciono tanto ai giovani emo di mezzo mondo. E allora giù merda su di loro (troppo poco metal, e nemmeno molto core) per poi osannare le peggio porcate solo perché molto truemetalcore. Io invece sono un poser e gli Atreyu mi sono sempre piaciuti. Con una premessa però. A questo giro ero quasi tentato di non ascoltarlo nemmeno il disco. E dargli 1 per principio. Dopo aver assaggiato quello che sarebbe stato questo “A Death-Grip On Yesterday”, grazie al singolo “Ex’s And Oh’s”, avevo avuto una crisi iperglicemica che mi aveva portato a pensare che tutto il buono fatto nei precedenti dischi si sarebbe dissolto in una serie di singoloni strappa-mutande lasciando in pratica senza lavoro il buon Alex Varkatsas. Poi in realtà è arrivata la svolta. Ascoltandolo per intero, questo disco non è affatto male; certo sterza piuttosto evidentemente verso lidi più melodici dei predecessori (basti ascoltare l’andazzo di “The Theft” e appunto”Ex’s And Oh’s”) ma conserva canzoni che riescono a far muovere il culo (l’apertura e il refrain di “Creature”, “We Stand Up” e la legnata mosh di “Your Private War”) senza per questo risultare forzate o poco amalgamate col resto del disco. Si arriva alla fine del disco senza troppi intoppi, grazie anche ad una lunghezza totale di poco più di trenta minuti suddivisi in nove tracce totali e a una produzione che sebbene forse troppo pop, risulta tecnicamente perfetta e sonicamente mostruosa. Insomma un album che non si può certo considerare evoluzione dei predecessori, quanto piuttosto furbesca rielaborazione, che per il momento sembra ben mascherare la fase di stanca e di mancanza di nuove idee. Ma avercene poche idee come queste…

Scroll To Top