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Audio perfetto senza rischi per le orecchie!

Come visto in un articolo precedente proprio su Loudvision, le cuffie in-ear offrono il vantaggio di isolare dall’esterno rivelandosi un’ottima scelta per chi vuole avere un ascolto esente da disturbi con i piccoli lettori portatili. Pompare al massimo il volume, però, potrebbe nel tempo causare danni all’udito e questo ci impedirebbe di ascoltare la nostra musica preferita in modo ottimale. Fortunatamente c’è chi si è posto questo problema e ha cercato di porvi una soluzione mettendo a punto una nuova tecnologia che prende il nome di ADEL (Ambrose Diaphonic Ear Lens).

Le cuffie in-ear isolano completamente l’orecchio dall’esterno e questo fa sì che la pressione sonora, non avendo altro sbocco, viene tutta convogliata verso il timpano. L’esposizione prolungata della membrana a questa sollecitazione, porta all’affaticamento dell’orecchio con la conseguente perdita di udito. Oltre a questo, c’è da considerare un altro fenomeno. Quando si crea una maggiore pressione nelle canale uditivo, l’audio viene percepito con un livello inferiore di circa 50 dB rispetto quello effettivo e questo spinge l’ascoltatore ad aumentare il volume sollecitando ancora di più il timpano. Per ovviare al problema, alcuni modelli di cuffie in-ear sono dotate di piccoli fori per permette alla pressione di uscire verso l’esterno, una soluzione, però, che comporta anche una certa perdita di qualità audio.

Stephen Ambrose, l’inventore dell’ADEL, fa parte del gruppo Asius Technologies (http://asiustechnologies.com) e non è proprio l’ultimo arrivato. Oltre ad essere uno scienziato, è anche un musicista e ha sfruttato l’esperienza accumulata in entrambe le sue passioni per mettere a punto una tecnologia innovativa. Questo sistema parte dal presupposto che vi sono due tipologie di pressione: quella sonora e quella statica. La prima è quella di cui ci possiamo accorgere in ogni momento che ascoltiamo un audio surround. La seconda, invece, è quella che si crea nell’orecchio quando il canale uditivo è isolato dall’esterno ma non dipende dalla musica.

Consapevole del fatto che un uso prolungato delle cuffiette può portare nel tempo a una graduale perdita dell’udito, Stephen Ambrose è riuscito a realizzare un sistema capace di mantenere intatta la qualità audio offerta dagli auricolari in-ear riducendo però la pressione statica che causa i rischi all’udito. L’Ambrose Diaphonic Ear Lens utilizza una seconda membrana sintetica dello spessore di 2,5 micron che viene aggiunta agli auricolari e che ha lo scopo di assorbire l’energia acustica e reindirizzarla verso le pareti del canale uditivo alleggerendo così il timpano. In questo modo si riesce ad ascoltare l’intera gamma di suoni di un brano senza che la pressione statica possa causare danni alle parti sensibili dell’orecchio.

Il sistema messo a punto da Asius Technology è stato presentato a Londra alla 130ma convention dell’AudioEngineering Society (www.aes.org) dove è stato possibile saggiarne il funzionamento con alcuni prototipi. Ha subito ottenuto il supporto da parte della National Science Foundation, ma siamo ancora in una fase di sviluppo e non ci è dato sapere quando effettivamente questa tecnologia sarà immessa nel mercato.

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