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Un lavoro impedibile per i defenders del passato.

Nuovo canestro per il poliedrico Christian Rivel. L’emblematico e versatile vocalist svedese si cimenta in un nuovo progetto, regalando un’altra impeccabile performance canora.
Questa volta il sound ha caratteristiche marcatamente classic heavy, di matrice britannica, molto simile ai nuovi Judas Priest o ai Blaze dell’ex Maiden, Blaze Bayley (vedi per es. “Evil Or Divine”). Le dieci tracce si susseguono senza perdere un colpo, fitte di riff granitici, melodie succose ed orecchiabili, merito anche dell’esperienza di Lars Chriss (mastermind dei Lion’s Share), che, oltre ad occuparsi della produzione e delle parti di chitarra, ha avuto un peso determinante nel songwriting. Le tastiere svolgono un ruolo di mera rifinitura, senza stravolgere il carattere di un suono che rimane essenzialmente grezzo e sporco. Ottima anche l’interpretazione di “Love Like Oxygen”, cover degli Sweet. Chiude il disco una squisita “Colors”, traccia strumentale, lineare ed altamente melodica.
Essere a capo di una label che poco alla volta sta uscendo dalla nicchia, porta con sé anche il vantaggio di ottenere prestigiose collaborazioni. E così, come già avvenuto con i Divinefire, Rivel chiama in causa al suo fianco Eric Clayton (Savior Machine), Mats Leven (At Vance ed ex cantante di Malsteen), Bruce Kulick, Mic Michaeli (Europe) e Jeff Scott Soto (questi ultimi due nella cover).
Ancora una volta Rivel coordina e bilancia alla perfezione composizioni, partiture ed esecuzioni; cura la produzione in modo impeccabile, riduce alla fine le imperfezioni ad un invisibile novero.

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