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Il lato oscuro del pop

Sono in tre, sono canadesi e sono agli esordi: sono gli Austra, e sentiremo ancora parlare di loro.
Propongono un electro-pop dalle tinte gotiche, molto in stile Knife, ma con influenze visibili anche da parte di Depeche Mode, Zola Jesus e Natasha Kahn.

Punto di forza è la voce della cantante Katie Stelmanis, che guida efficacemente tra atmosfere oniriche e divertenti, ma anche nella penombra ai limiti del goth in cui sguazza allegramente il terzetto, fermo restando l’intento sempre e comunque pop.

Il disco è complessivamente apprezzabile, cala un po’ nella parte centrale ma rimane comunque su livelli medio-alti, tenendo conto che si tratta sempre di un album di esordio.

Qualcuno li ha paragonati a Lady Gaga, qualcuno dice che sono geniali e qualcun altro che sono grotteschi, sta di fatto che gli Austra hanno dimostrato di sapersi muovere e hanno sfornato un disco che faticherà a uscire dai vostri lettori: all’inizio c’è la diffidenza, poi le melodie entrano in testa, poi viene voglia di riascoltare quel pezzo, poi quell’altro… ed è la fine. Siete stati contagiati.

Pro

Contro

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