Home > Recensioni > Austra: Olympia
  • Austra: Olympia

    Austra

    Loudvision:
    Lettori:

Quando la dance s’incupisce

Gli Austra non sono che il progetto dei canadesi Katie Stelmanis, Dorian Wolf e Maya Postepski. Un progetto partito nel 2009 con una verve darkwave, ma non solo: le si mettono in coda il dream pop e la dance/synthpop anni Settanta e Ottanta. Insomma, ascoltando la musica che ne deriva potreste benissimo sentirvi nel bel mezzo di un incontro tra Black Tape For A Blue Girl, i Beach House e Gloria Gaynor.

Punto che a priori sembra uccidere l’atmosfera: la voce della Stelmanis, un ibrido nato dall’esordio di Joanna Newsom (quando ancora cantava come gatti stirati dalle auto) e dagli acuti drammatici di Florence Welch.
Punti a favore: canzoni fluide, con sentimenti umani dentro, che si prendono a botte e collidono sugli arrangiamenti vividi, in un incantevole contrasto di luci e ombre.

Ci vuole un po’ di tempo per apprezzare appieno “Olympia”, un po’ perché man mano che lo si gusta spuntano nuovi dettagli da ogni dove, un po’ perché quella voce è talmente particolare da destare un ‘odi et amo’ che, alla fin fine, propende più dalla parte dell’ ‘amo’.
Questo non è di certo il darwave dei Bauhaus né quello recente di She Wants Revenge; eppure per me, che ammiro tanto quel genere, è stato bello poter aggiungere alla collezione un altro dischetto fatto con cura e genuinità. “Home”, poi, vince su tutto e tutti.

Pro

Contro

Scroll To Top