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Autopsy: Bad to the bones…

Autopsy, Coroner, Carcass, Cannibal Corpse, Obituary: per molti sono solo dei nomi evocativi di episodi di “CSI” o “Criminal Minds”, ma per i pochi che li hanno seguiti nella loro lunga carriera, e che ne salutano con gioia il ritorno sulle scene, sono stati i padri fondatori/pietre miliari del death metal.

Nel caso degli Autopsy, che abbiamo intervistato per Loudvision, l’assenza prolungata faceva perdere le speranze di una reunion, anche perché i fondatori Chris Reifert e Danny Coralles avevano dato vita al progetto parallelo Abscess, diventato in breve il loro monicker principale, dopo lo scioglimento degli Autopsy.
Eppure, 16 anni dopo, la band è tornata in forma smagliante, con la pubblicazione dell’EP “The Tomb Within” del 2010 e, ora, con il primo lavoro completo dopo la lunga pausa, “Macabre Eternal”.

Eccovi l’intervista, breve e incisiva come solo un gruppo del genere potrebbe fare!

Come ci si sente ad essere tornati sulle scene dopo 15 anni?
Bene! E siamo pronti a distruggere, ammazzare e spaccare le vostre orecchie e le vostre teste!

Dopo l’EP del 2010, “The Tomb Within”, cosa vi ha spinto a lavorare ad un nuovo album?
Avevamo già in programma di procurre anche un album intero. Era solo questione di fare due diverse uscite, dato che avevamo scritto troppo materiale da inserire in un solo CD. Credo la causa fosse l’eccessiva ispirazione, che è un problema positivo da risolvere, heheh!

Quali sono stati finora i feedback dei media e dei fan per “Macabre Eternal”?
Finora molto positivi, direi. Poche persone si sono lamentate che l’album non imitasse il suono di “Severed Survival” o di “Mental Funeral”, ma non era quello che noi cercavamo. Non abbiamo avuto paura di presentare ai fan i nostri nuovi orrori, come si dice. E, in generale, sta andando tutto benissimo.

In quali aspetti è cambiato il vostro modo di approcciarvi al songwriting in questi anni?
In realtà non è cambiato proprio per niente. Ci occupiamo di esso nello stesso modo in cui facevamo prima, e sappiamo esattamente qual è il suono degli Autopsy che vogliamo ottenere.

Però, ascoltando “Macabre Eternal” con attenzione, si scopre come I suoni siano indubbiamente più maturi. Sembra che la pausa vi abbia giovato molto! Cosa avete fatto in tutti questi anni di assenza?
Grazie per le belle parole. Per quello che stava accadendo agli Autopsy (mi verrebbe da dire, concedimelo, per come stavano andando le autopsie, heheh), diciamo solo che io, Danny e Joe suonavamo negli Abscess.

Siete sempre stata una band unica nel suo genere, sotto vari punti di vista, fra cui le copertine dei CD e i vostri testi. Di cosa parlano allora le canzoni di “Macabre Eternal”?E, riguardo all’artwork (che è fantastico), cosa volevate trasmettere con esso?
Sì, anche a noi piace molto l’artwork e siamo convinti di aver fatto un lavoro con i fiocchi. Riguardo al contenuto dei testi, scriviamo ancora di oscurità, orrore, spargimenti di sangue, pazzia e cose di questo tipo. Nel futuro degli Autopsy non ci sono delle canzoni che parleranno di politica e di relazioni sentimentali, ahahah!!

Avete già programmato un tour? Passerete anche dall’Italia?
Sinceramente non abbiamo ancora pensato ad una tournée, ma ci piacerebbe venire anche in Italia un giorno! Proprio adesso stiamo facendo qualche apparizione live sporadica in club selezionati in giro qui e là, e pensiamo sia il modo migliore di lavorare per noi.

Sembra che la storia del death metal stia tornando in auge, con le recenti uscite di Obituary, Morbid Angel, Cannibal Corpse e Coroner: pensate che questo genere stia vivendo una seconda giovinezza?
Sì, sembra che ci sia un sacco di death in circolazione, ultimamente. Per me non è un problema, dato che non ho mai pensato di prendere una pausa dal suonare death metal o dall’apprezzare questo stile musicale. Semplicemente, ce l’ho nel sangue, e penso che, finché una band lo fa con il cuore, allora è l’unica cosa che conta. Bisogna suonare come se ci si credesse davvero!

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