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Avantasia: La fine delle fantasie

La parte II ha finalmente visto la luce e la vita della band Avantasia ha visto il termine previsto. Tobias Sammet ci parla di questo attesissimo secondo episodio con la solita simpatia che lo contraddistingue.

Allora, cominciamo a parlare dell’album e cominciamo con la prima canzone, che è la più interessante ed anche inusuale per essere un’opener…
Sì, abbastanza lunga per un’opener (14 minuti NdR), ma non c’era possibilità di fare altrimenti, anche se avessimo voluto. In quel momento della storia ci voleva quella canzone, e quando arrangi una canzone non sai quanto sarà lunga di preciso. Sai che sarà lunga, ma magari non immagini possa essere così lunga! Dipende dalla velocità con cui la suoni alla fine nello studio, dipende da tante cose. Comunque sono contento di averla scelta come opener perché riflette a pieno l’album ed in questo tipo di musica non c’è bisogno di provare niente a nessuno. Tutti sanno cosa devono aspettarsi. Inoltre non è un album che deve avere airplay, non sarà suonato su nessuna radio, ad eccezione di alcuni show particolari, ed inoltre io non ho avuto nessuna major alle spalle che mi dicesse quanto doveva essere lunga l’opener.

È stata anche una buona scelta, dato che dal vostro sito web risulta essere una delle canzoni preferite dai fan.
Sì, me lo hanno detto. Piacerà alla gente che ama questo genere di musica come me. È opposto della musica da classifa, o dei singoli. Nel nostro genere hai la possibilità di fare successo anche senza seguire quelle regole, senza dover registrare un singolo da 3:20 che vada in radio.

Ho anche pensato alla canzone dei Blind Guardian “…And Then There Was Silence”, pensi possa essere una nuova strada questa delle canzoni così lunghe per le power metal band?
No, credo ci siano sempre state. I Rainbow le facevano, Iron Maiden, Helloween, Deep Purple. Non penso perciò che possa essere una nuova moda.

Cos’ha la parte II di più e cosa di meno della parte I?
Se parli delle differenze, devo dire, anche se è una coincidenza, dato che sono state create insieme, che la parte due è più estrema. Anche se ovviamente ciò non può essere visto come un’evoluzione. Nella parte I il 100% è power metal. Ci sono un paio di ballad, ma è tutto power metal. Nella parte II ci sono molti più aspetti musicali, nel mezzo di “The Seven Angels” e in “Into The Unknown” per esempio. Ci sono elementi del progressive settantiano in “The Looking Glass”. Poi ci sono le classiche canzoni heavy e dirette come “Memory” e “The Final Sacrifice”. Infine le canzoni potenti e boombastiche come “Chalice Of Agony”, “No Return” e “Neverland”. In questo sensa penso sia più estrema.

È la stessa cosa che pensavo, avendo notato la presenza di parti più melodiche, frammiste a conzoni pesanti come “The Final Sacrifice”, che posso paragonare a “Nailed To The Wheel”, l’episodio più duro della tua carriera.
Sì, sono stato sempre molto open minded verso questo tipo di canzoni. Ad ogni modo penso che una buona canzone è una buona canzone, sia che sia una ballad con piano ed orchestra, sia che sia una canzone diretta con dei riff al limite del thrash. A good song is a good song. Ovviamente il power metal è il mio regno, è quello che amo e che mi piace fare. Però può essere duro o meno, ci sono un sacco di cose che puoi fare in un disco metal senza stancarti o rischiare di stancare l’ascoltatore.
Io non intendo testare dove siano i limiti, ma rischio e vado, per vedere dove sono i limiti. Naturalmente, senza una precisa intenzione.

Pensi ti evolverai scrivendo materiale più pesante?
Cerco di non pensare al songwriting. La musica è una questione di feeling, sono sensazioni poste su file audio, perciò non dovrebbe essere fatta con la testa. Perciò provo soltanto a scrivere buone canzoni, sono un fan dell’heavy metal fino all’osso e sono un songwirter di canzoni heavy metal, così è come mi vedo, questo è l’heavy metal. Non voglio inventare nulla, non voglio mettermi lì e dire “ora invento qualcosa”. Voglio soltanto scrivere grandi canzoni heavy metal. Se c’è una nuova idea, si prova, ma non deve essere una priorità. Se suona come heavy metal, molto bene! Altrimenti niente da fare. È un modo per controllare te stesso, per vedere dove sono i limiti e fermarti. Se un giorno dovessi scrivere qualcosa di diverso non lo chiamerei certo Edguy o Avantasia.

La lineup è praticamente la stessa della parte I. Quando hai deciso di aggiungere i due nuovi elementi (Bob Catley ed Eric Singer NdR) e perché?
È stato più o meno nel tardo 1999. Li ho scelti perché sono state delle influenze per me, dei grandi musicisti. Era un mio sogno lavorare con loro e invitarli ad un mio disco. È una risposta abbastanza semplice.
[PAGEBREAK] La migliore performance, a mio avviso, è quella di David DeFeis. Puoi spendere qualche parola per qualcuno dei tuoi ospiti?
Tutti quanti sono stati autori di un’ottima performance. È stato molto bello lavorare con Bob Catley perché viene da un ambiente totalmente diverso. L’hard rock classico ha sì qualcosa ha che fare con il power metal, ma lui viene proprio da una scena diversa, dalla scena inglese.È veramente un grande e tecnico cantante. Così come Oliver Hartmann. Non lo conoscevo prima, ma mi ha sconvolto per la sua tecnica.
Comunque tutti quanti hanno fatto un buon lavoro e sono soddisfatto. Poi non riesco a vedere il lavoro senza qualcuno di loro, sarebbe mancato qualcosa.

Ho una domanda prticolare sul tuo look: entrambe le band non hanno un tipico look power metal, specialmente durante gli show. Mi puoi spiegare questa scelta?
Non è una scelta. Penso che il metal, ed il rock più in generale, siano liberi da uniformi. Quando accendi la tv e vedi gruppi dance o rap te ne accorgi subito. Invece io non voglio avere un’uniforme. Ovviamente metto ciò che mi piace e mi sta bene, ma non voglio sembrare come messo dentro ad un’uniforme. Comunque non mi sembra che il nostro aspetto sia così malvagio, credo che gli Helloween negli anni ’80 sembravano più strani di quanto lo siamo noi adesso!
Se intendi poi i cow-pants che ho indossato qualche volta ad i concerti, ti posso raccontare la storia.
Mi piaccioni i cow-pants, perciò decisi una volta di indossarli ad un festival in Germania. Dopo lo show tutti quanti i giornalisti “Grande show, ma… che orribili e stupidi pantaloni!”. È stato molto divertente perché tutti liquidavano lo show per parlare dei pantaloni. “Grande show MA il cantante aveva degli stupidi pantaloni”. È stato davvero divertente! Perciò ho deciso di indossarli ancora…
Questa è libertà, la musica rock non ha bisogno di un’uniforme.

Qualcosa sul futuro delle tue band?
Avantasia non avrà futuro, era solo un progetto di due album…

Ma farai qualcosa di simile, qualcosa di fantasy?
Non lo so ora, forse farò un concept con gli Edguy, ma nulla è sicuro al momento. Ci sono alcune idee musicali. Abbiamo in programma di registrare il nuovo album il prossimo anno. Prima però ci sarà un doppio live album che abbiamo registrato durante lo scorso tour, che ha avuto un gran successo. Abbiamo anche molte foto che metteremo sul booklet. Perciò sarà un’uscita molto speciale, non sono un semplice live tra un album e l’altro. Uscirà all’inizio del prossimo anno.
Poi non ci sono altri progetti, mi voglio concentrare sugli Edguy. Solo Dio sa quello che succederà nei prossimi dieci anni…

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