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Avantasia in concerto a Milano, report live e scaletta

Nella leggendaria sede dell’Alcatraz di Milano, patria ormai dei più grandi concerti metal e rock nel panorama italiano e milanese, il 31 marzo si è esibito il supergruppo Avantasia, diretto da Tobias Summet (leader altresì del gruppo power metal Edguy). La data milanese fa parte del tour per la presentazione del nuovo album del gruppo, Moonglow.
Accoglie il progetto musicale una location sicuramente suggestiva e colma di pubblico; peccato l’assenza di un gruppo spalla durante l’attesa ma concerto vero e proprio è preceduto da due tracce in apparente contrasto fra loro e senza il gruppo sul palco, ovvero You shook me all night long degli AC/DC e l’Ode alla Gioia di Beethoven, un preambolo che cerca di colmare l’assenza di gruppo spalla per scaldare i spettatori.

In ogni caso, con l’arrivo del frontman, immediatamente il clima si surriscalda; Tobias è infatti padrone incontrastato del palco, sa come muoversi e come coinvolgere il pubblico fra una canzone e l’altra del lunghissimo concerto (oltre 3 ore) – la sua voce è anche una garanzia.
Trattandosi di un supergruppo, pressoché ad ogni traccia si alternano diverse leggende della musica metal (Jørn Lande dei Masterplan, Geoff Tate dei Queensrÿche, Eric Martin dei Mr. Big, Bob Catley dei Magnum e Ronnie Atkins dei Pretty Maids). Tali voci, e la loro presenza scenica, entusiasmano il pubblico, generando nel concerto un particolare folclore e varietà – particolarmente gradevole è il susseguirsi di tali artisti, l’uno chiamato sul palco dall’altro, dalla traccia The Scarecrow ad Avantasia.

Il concerto si snoda, come da stesse parole di Tobias, attraverso canzoni di tutti gli album del gruppo (new songs, half new songs, old songs,…) e di diversa velocità, ed il risultato è molto positivo per il pubblico, che pare apprezzare la scaletta. Tra le altre, sicuramente degne di nota sono la voce della cantante, presente sul palco per la maggior parte del tempo solo come accompagnamento (insieme ad altra voce femminile e maschile), di Adrienne Cowan nelle tracce Moonglow e soprattutto Farewell; l’artista riesce a coprire diversi timbri di voce a seconda della situazione. Altra traccia interessante, coperta dalla contemporanea presenza sul palco di Tobias ed Eric Martin, è la molto riuscita cover di Michael Sembello, Maniac. Certamente di grande impatto è infine l’ultima traccia in cui tutti gli artisti sono presenti sul palco unendo le loro voci nell’ovazione del pubblico.

Dal punto di vista visivo, la scenografia e coreografia risultano gradevoli, con uno schermo sullo sfondo che cambia a seconda della traccia; mancano un po’ di effetti speciali, magari fumogeni o pirotecnici, forse limitati dalla location al chiuso, ma che in un concerto di tale genere musicale risulterebbero sempre appaganti per il pubblico.

Nel complesso comunque un concerto sicuramente denso e fortemente consigliato per gli amanti del genere, che non stupisce per originalità, ma sicuramente compensa abbondantemente con la presenza di scena del frontman, il susseguirsi di artisti e l’ampia scaletta.

Scaletta:

1.    Intro: You shook me all night long – AC/DC
2.    Intro: Ode alla Gioia – Beethoven
3.    Ghost in the moon
4.    Starlight (con Ronnie Atkins)
5.    Book of shallow (con Ronnie Atkins)
6.    The Raven Child (con Jørn Lande)
7.    Lucifer (con Jørn Lande)
8.    Alchemy (con Geoff Tate)
9.    Invincible (con Eric Martin)
10.    Reach out for the Light
11.    Moonglow (con Adrienne Cowan)
12.    Maniac (con Eric Martin)
13.    Dying for an Angel (con Eric Martin)
14.    Lavender (con Bob Catley)
15.    The story ain’t over (con Bob Catley)
16.    The scarecrow (con Jørn Lande)
17.    Promised Land (con Eric Martin)
18.    Twisted mind (con Geoff Tate)
19.    Avantasia (con Geoff Tate)
20.    Let the storm descend upon you (con Jørn Lande)
21.    Master of the pendulum (con Ronnie Atkins)
22.    Shelter from the Rain (con Bob Catley)
23.    Mystery of a Blood Red Rose (con Bob Catley)
24.    Lost in Space
25.    Encore: Farewell (con Adrienne Cowan)
26.    Encore: Sign of the Cross / The Seven Angels (tutti insieme)

 

di Luca Santambrogio

 

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