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Avantasia: Specie protetta

Al termine di una fugace listening session, il golden boy (che palle questo termine… pero’glielo hanno affibbiato e noi ve lo riproponiamo) del metal tedesco, ci dedica parte della sua serata per soddisfare alcune nostre curiosita’.
Ladies & gents, in collegamento da Avantasia, Tobias Sammet, per voi in una video intervista davvero unica.

Nelle dichiarazioni che hanno preceduto la pubblicazione del disco hai affermato che questa avrebbe potuto essere l’ultima occasione per realizzare un disco come Avantasia: ci spieghi come il perche? Saremo condannati ad ascoltare per sempre Shakira?
Non voglio spaventare nessuno, ma credo la situazione sia molto complicata: il mercato è in picchiata, ed è difficile investire molti soldi, come accade anche per i film. Dall’altra parte non avrei mai potuto produrre un disco così con un budget inferiore, perché ci vogliono molti soldi per una produzione come Avantasia. Si registra e si fa tutto più in fretta e ne risente la qualità e questo instaura un brutto circolo vizioso, perché se il disco non è ben fatto la gente non lo compera. Quando ho rilasciato quella dichiarazione ero un po’disilluso, non voglio lamentarmi, e spero di sbagliarmi, sono solo preoccupato: perché io non riuscivo a uscirne! La gente mi diceva che potevo andare in studio a registrare per tre settimane, magari due, 25.000 dollari e il disco è fatto. Ma non funziona così per progetti come questo! Io avevo 10 o 12 coristi, 10 o 11 cantanti, 3 batteristi, 3 chitarristi, 3 tastieristi…
C’erano un sacco di persone e lavoravo con diversi studi, abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare per assicurarci che il suono fosse ottimo. Abbiamo fatto tutto ciò che serviva per assicurare la qualità. Non è una questione di soldi, non voglio diventare ricco, voglio solo poter avere la qualità. Spero che qualcuno se ne accorga in modo che in futuro io possa fare ancora tutto questo.
Tra cinque anni non sappiamo se ci sarà ancora un mercato musicale come lo conosciamo oggi, e questo fa paura.

Gli ultimi capitoli marchiati Avantasia sembrano aver preso una rotta molto piu’ autobiografica dei loro predecessori, sei d’accordo? Forse il successo di Avantasia e degli Edguy ti ha cambiato o ha toccato la tua vita in qualche modo?
No. Non so, in realtà non posso dire. Io non mi sento particolarmente speciale, alcuni dicono che sono an elegant asshole, (risate) io credo di no. Non so. Mi sento fortunato, ma non mi sento superiore, perché mi è stato dato il dono di poter fare quello che amo e di poterci vivere. Non sono Michael Jackson, posso uscire tranquillamente, comperare quello che voglio senza essere puntato o infastidito. Tutto quello che posso dire è che sono andato in tour con Aerosmith, Scorpions, Ronnie J, Alice Cooper, Klauss Meine, Judas… ma non credo di avere niente di diverso, sono solo grato per questo.

Anche se non pensi di avere qualitä speciali, e’ innegabile che sei riuscito a concretizzare l’opportunità di avverare il tuo sogno (che è anche il sogno di tanti altri musicisti, sono convinto).
Sì ma non perché pensassi di essere migliore di altri. Sono stato fortunato, ho lavorato sodo, come altri.
Sono stato in Russia una volta, sono andato in un bar e c’era un gruppo che suonava, Mosca non è povera, ma avevano strumentazione tremenda e comunque erano grandi. C’erano una cinquantina di persone ad ascoltarli, ed erano di gran lunga migliori di quanto non sia mai stato io. Quindi, io sono stato fortunato, a un certo punto ho fatto qualcosa di giusto, mentre loro non hanno avuto l’opportunità di farla la cosa giusta al momento giusto. Sono queste cose che ti ricordano che devi solo essere riconoscente. Sono orgoglioso, mi concedo di essere umano, ma credo che per la maggior parte del tempo dovrei essere riconoscente.

Venendo ai dischi: “Angel Of Babytlon” sembra essere più sperimentale di “The Wicked Symphony”.

No, non era nelle mie intenzioni. Entrambi sono stati scritti nello stesso momento, li ho scritti insieme. È una coincidenza come sono venuti fuori. Non sei il primo che lo dice, quindi forse c’è del vero, ma non era nelle mie intenzioni farne uno più sperimentale e uno più power.
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Dall’inizio del progetto a oggi c’è stata una forta evoluzione: come dire, prima i dischi erano figli diretti dei “Keeper Of The Seven Keys” degli Helloween, oggi no, sono molto piu sfaccettati..

Ho cercato e cerco solo di fare la musica che amo.
All’epoca non volevo fare il Keeper III… ma sono comunque anche stato molto orgoglioso delle affermazioni di Kai Hansen (quando gli hanno chiesto se avrebbe fatto un Keeper III e lui ha detto no c’è già Avantasia). Il padrino del metal tedesco: Kai (risate n.d.r.)! Non ho mai fatto niente apposta, non ho mai spinto apposta in una direzione, ho fatto quello che mi veniva naturale. A volte è strano, ma è sempre eccitante. E credo che finché è onesto, non puoi sbagliarti. E questo è quello che cerco di fare sempre, di non spingere in una direzione ma di essere onesto.

Quindi ti ritieni un artista onesto?
Sì, io sono stato onesto, ho davvero rispetto per le persone cui non piace, ma 12 anni fa noi eravamo i salvatori dell’heavy metal tedesco, o almeno così ci hanno definiti. Credo che a quell’epoca fosse davvero importante fare una dichiarazione riguardo a un genere che era scomparso. Fino ad allora molte canzoni si sono mosse in circolo (ripetute?), e credo che se non evolvi e vai avanti muori. Credo che quel genere di musica fosse diventata poco interessante per molte persone, perché le band non si muovevano. Non credo che uno si debba andare avanti apposta, ma credo che sia necessario andare avanti per mantenere l’interesse vivo, sia per te che suoni sia per i tuoi fan. Non è che devi andare in direzioni diverse dal nucleo della tua musica e dallo spirito della tua band, ma devi guardarti intorno, esplorare. Poi puoi anche sbagliarti, ma ci sarà almeno un 90% che sarà pervaso di diversità e questo aiuterà te e i tuoi fan. “Carry Me Over” è un grande passo, una grande canzone rock, la amo e credo ancora che sia un gran bel pezzo. Se tornassi indietro lo rifarei. E tutti quelli che non la amano basta che non mi rompano! non ha fatto male a nessuno, è solo una canzone, e chiudete la bocca (risate) !
Quello che trovo divertente è ci sono due canzoni che sono davvero “di dubbio gusto per i true call of manowarriors” e sono “Lost In Space” and “Carry Me Over” e mi ricordo al Waken, avevo deciso di farle perché ci credevo e 100000 metal heads hanno acclamato a quelle canzoni. Lì ho pensato, ok, sono solo quattro gatti che scrivono le loro opinioni. Ero contento.
[PAGEBREAK] Forse le label specializzate in metal e affini spingono poco sulla novità, credendo che il pubblico sia un più “ottuso” di quello che che in realtà è.
Quando provano a prendere in giro i fan metallari, quando provano a bucare il mercato con notizie sensazionali che pubblicizzano, anche se non sono credibili, tipo ecco l’ultima band fighissima, ottima per i fan di Sonata Arctica, Blind Guardian, prendetela, compratela. E i fan dicono no, fanculo, lo so che mi prendi in giro è merda. E poi si svegliano e dicono: abbiamo provato ma non ha funzionato, e si chiedono perché. A volte pensano che i fan del metal siano una massa di gente stupida che comperebbe qualunque cosa loro pubblicizzano. Non è così.

Una domanda sul songwriting: quando scrivi una canzone di Avantasia, scrivi già avendo in mente chi la canterà?
A volte, soprattutto quando sento Kiske. Ogni volta che penso alla sua voce scrivo una canzone degli Helloween. È sempre così, io gli dico “Micheal mi spiace, so che non ti piace, ma ci sta bene”. Ogni volta che so che c’è lui inizio a scrivere canzoni degli Helloween. Stessa cosa con Bob Catley e i Magnum. Ma succede anche con altre canzoni, come “Scale Of Justice”, appena l’ho finita ho detto questa è una canzone dei Judas, del periodo Painkiller.

E di “Death Is Just A Feeling” che mi dici? Forse e’ una delle migliori del lotto.
Lo stanno dicendo tutti i giornalisti con cui sto parlando, ma non è nata per essere una bella canzone, era nata per essere d’atmosfera, come una colonna sonora, ma non per essere una canzone di punta!Non sapevo nemmeno che l’avrebbe cantata John Oliva! L’ho scritta e poi ho cercato un cantante, cercavo uno più teatrale che con una voce bella, e lui è un grande attore. Volevo che fosse una canzone strana, tetra, cupa, non una bella canzone.

E le canzoni che volevi fossero “belle canzoni”?

Ovviamente tutte le altre: che domanda stupida (risate n.d.r.)!

Hai mai pensato a portare Avantasia a teatro?

No, non credo che Avantasia sia nata per essere rappresentata a teatro. Possiamo fare concerti, ma non voglio andare su un palco vestito da Johnny The Three o Peter the Bushman con strani costumi che non c’entrerebbero niente. Anche se non c’è nessun Johnny the Three o Peter The Bush in Avantasia (risate! n.d.r.)…

Ci sara’ un nuovo tour per Avantasia ?

No, non credo. Se ci fosse la possibilità lo rifarei, ma è stato davvero complicato organizzare il tutto. Non credo che succederà ancora. È stato bellissimo, ma non credo che sia possibile che succeda ancora. Anche perché gli altri sono molto impegnati. Lande con i Masterplan, Kiske con un suo nuovo progetto, insomma, oggi sarebbe molto piu’complicato da organizzare.

A onor del vero, nel 2002 era altrettanto sicuro che non ci sarebbe stati altri capitoli della Saga Avantasia… ma questo ce lo teniamo per noi.

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