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Avidas: Una canzone di fuoco e di ghiaccio

Conosciamo diverse formazioni capitanate da vocalist femminili, dove spesso la voce soft e pulita della cantante si integra armoniosamente al growl della voce maschile, supportati da un soound aggressivo e pesante. Poi, ci sono le band in cui la cantante è il leader assoluto, capace di trascinare le folle con la sua grinta e d’imporsi a livello mediatico tanto che l’intera band viene associata alla sua immagine.
E poi, a metà strada, ci sono gli Avidas: dalle aree più selvagge del Canada, e precisamente da Terranova, la voce di Donna Hoyles-Root è riuscita a plasmare il sound della band in un mix originale di prog, AOR e reminiscenze di rock classico. Aggiungete poi la sua presenza scenica e i dubbi sulla futura brillante carriera degli Avidas saranno presto fugati.
Qualche settimana fa vi abbiamo presentato il loro EP omonimo, e ora potete leggere la nostra chiacchierata con gli Avidas.

Prima di tutto, ci raccontate qualcosa della storia della band? Come avete cominciato?
Neil era il batterista di una cover band di rock classico. E io facevo le mie cose da solista. Dopo circa un anno, abbiamo deciso di mettere tutte le nostre energie nel creare la nostra band. All’epoca ci chiamavamo Ethereal. Nel corso degli anni abbiamo avuto alcuni cambi di lineup, ma i compositori principali sono ancora i membri originali.
Alla fine abbiamo trovato Nolan St. Martin e siamo diventati molti amici. Suonava la chitarra elettrica ed è rimasto con noi per quasi 5 anni. Ma a causa di altri impegni (cioè la nascita del primo figlio), pensò che fosse meglio concentrarsi sulla sua famiglia. Ci è dispiaciuto vederlo andare via. Ma abbiamo capito e ci teniamo ancora in contatto con lui. Scott Williams (il nostro bassista che era con gli Avidas da quattro anni circa) si è unito a noi quando Nolan non ci aveva ancora lasciati. Invece di cercare un solo chitarrista abbiamo deciso di vedere come due si sarebbero adattati alla nostra musica. Nel gennaio del 2010 avevamo trovato Rob Wright e nell’aprile del 2010 abbiamo trovato Graehme Floyd.
Essere una band non comporta solo il fatto di essere dei musicisti di talento. Le personalità giocano un ruolo importante nel funzionamento di una band. Nessuna famiglia o band è perfetta da questo punto di vista, ma riuscire a comunicare e ad andare d’accordo per quanto sia possibile è importante. È grandioso sentirsi finalmente come una band in famiglia!

Sappiamo che con voi ha suonato un certo Brian Ashland… Com’è stato suonare con lui? Siete ancora in contatto?
È stato un onore. Ha molto talento ed è estremamente concentrato. Ci ha insegnato molto. Siamo ancora in contatto con lui di tanto in tanto ma, dato che è così impegnato, non ci riusciamo spesso quanto vorremmo.

Come descrivereste la vostra musica? Quali sono le vostre influenze principali?

La nostra musica è una miscela unica di voci potenti, angeliche e coinvolgenti, unite a riff progressive e incisivi, solo melodici, ambientazioni eteree e metal sinfonico.
Le nostre influenze, comuni credo a tutti i membri della band, sono Dream Theater, Metallica, Apocalyptica, Chevelle e Withing Temptation.

Quali sono le cantanti femminili che ti hanno ispirato di più, Donna? E quali ti piacciono di più?
Ve ne sono molte. Quando ero più giovane ascoltavo Mariah Carey, Celine Dion e Whitney Houston. Credo che sia per questo che so cantare come un primo soprano e perché la mia voce si è sviluppata su sfumature tanto diverse. Con il passare del tempo, mi sono interessata sempre di più al metal e ai cantanti rock (Pat Benatar, Ann Wilson delle Heart, CJ Snare di Firehouse, James Hetfield e Harry Hess di Harem Scarem, anche se mi rendo conto che lui e Hetfield non sono voci femminili, ehehe). Sono stati una forte influenza per me, mentre negli ultimi cinque anni direi anche Sharon den Adel dei Withing Temptation. È difficile descrivere la mia voce…forse è un incrocio tra un incrocio fra CJ, James, Harry e Sharon.
Cerco d’imparare dai cantanti di tutti i generi musicali. Credo che si possa sempre imparare qualcosa di nuovo e non avere la mente chiusa quando si tratta di sviluppare la propria arte.

Qual è il tuo background musicale?
Essendo la figlia di un ministro protestante, spesso cantavo nel coro della chiesa. Non ho avuto alcuna formazione ufficiale, ma solo ciò che ho imparato nel corso degli anni e grazie ad altri musicisti che ho incontrato o leggendo in internet come migliorare la mia voce. Non suono alcuno strumento da professionista, ma m’intendo un po’ di chitarra, violino, batteria e piano. Di recente ho iniziato a studiare il flauto.

Com’è produrre musica nella vostra zona? Pensi che sia un po’ al di fuori dei Paesi in cui si produce musica mainstream e che questo potrebbe costituire un problema?

Non è difficile produrre musica qui in Canada, ma può essere complicato trovare le persone, i contatti e le agenzie giuste che ti promuovano e ti diano la possibilità di dimostrare cosa sei in grado di offrire. Sono infatti convinta che la nostra musica avrà molto più successo in Asia e in Europa.

Pensate di produrre presto un album intero?

Sì! Al momento stiamo lavorando al nostro primo album intero. Siamo molto eccitati!

Come avete intenzione di promuovere l’album? Soprattutto tramite degli show live o tramite internet e i social network?
Hmm… Prima di tutto creando un po’ d’entusiasmo, poi capire dove i fan possono ordinare il nostro album, e tenere un concerto-party per l’uscita dell’album. Non l’abbiamo ancora pianificato in modo preciso, ma sicuramente ne uscirà qualcosa di entusiasmante.
Quindi continueremo a suonare dal vivo e spero che potremo cominciare a pensare a degli spettacoli su larga scala e a dei festival, così potremo allargare il nostro seguito e fa arrivare la musica fino a loro.

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