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Dritte nel profondo

Per il terzo, eponimo cd, Gli Avvolte Kristedha decidono di investire: produzione di Franz Goria (Fluxus/Petrol) e masterizzazione al Turtle Tone Studios di New York. La risposta alla domanda dei meno addentro alla scena indie nostrana, circa la loro identità, è che gli Avvolte Kristedha sono uno di quei gruppi piemontesi dediti a un rock mescolato ad influenze noise, vaghe tinte post-grunge, e tenui ballate. Uno di quegli act nati nella seconda metà degli anni ’90, che arriva oggi al frutto dell’esperienza maturata da un’intensa attività dal vivo e una gavetta altrettanto dura.

Quasi impossibile trovare sbavature: “Avvolte Kristedha” suona come l’esecuzione perfetta delle intenzioni, nelle atmosfere e nelle sensazioni, espressive del gruppo. Il cantato ispirato, e vagamente istrionico, risalta da un lato le liriche, la loro fonetica in generale ben studiata, e l’impegno nella scelta delle parole e delle formule retoriche adoperate. Da quello più strettamente tecnico, ci richiama alla mente Agnelli per gli episodi più rock, e Godano per quelle più ballabili, lente, compiaciute del suono dei significati espressi.
[PAGEBREAK] La derivabilità dai padri fondatori (titolo acquisito per anno di nascita, oltre che conquistato sul campo) suona talvolta ben più che una possibilità, ma non senza una determinazione caratteriale, che fa dei pezzi qualcosa di originale. Lo spessore della melodia, sia quella rock furiosa, sia quella più danzante sulle intensità variabili, vibra su ritmi e piglio personali, come dimostra “La Memoria, Il Canto E La Marea”: concitazione acustica, motivi ricorsivi che si rincorrono, interpretazione vocale che talvolta si arriccia sulle consonanze, talvolta si distende nell’aria del ritornello.

Nessuna falsa lusinga, nessun singolo commerciale, ogni brano ha la sua assimilabile pregevolezza. Ogni episodio accoglie una storia a sé, un frammento di pensiero autonomo, come una piccola stanza nei cui particolari immergersi. Ne sono una parafrasi i singoli cartoncini, alternativa originale al booklet, un lato per ogni brano associato al testo.

Con il suo packaging prezioso, “Avvolte Kristedha” è un disco da assaporare nel vecchio modo, concedendo il tempo di scoprire ogni singola traccia. Di sostanza, se ne trova. È l’album della conferma, a battesimo di un nuovo momento della loro carriera, che ci doni maggiori spunti di musica di valore.

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