Home > Recensioni > Axel Rudi Pell: The Ballad IV

Si fottano le tradizioni

Un inedito, cinque cover e sette brani tratti dai precedenti tre dischi in studio: questo è “The Ballads IV” del chitarrista hard rock tedesco Axel Rudi Pell.

L’inedito è il pezzo d’apertura, “Where The Wild Waters Flow”. Preziosa, chitarro-centrica e delicata, con un cuore sentimentale, intenso ma elettrico. Bravo il cantante Johnny Gioeli: timbrica e volume della voce sono perfette nel non discostarsi dallo stile di Pell. Poi ci sono le due cover “nuove”, “Holy Diver” di Dio e “Hallelujah” di Leonard Cohen. La prima è riscritta per il pianoforte, estremamente languida e priva di spina dorsale. La seconda è delicata, non troppo ritoccata e con un Gioeli da applausi.

I brani rimanenti, originali o meglio vecchi, sono una manciata di quel che più piace a Pell. Tocchi di chitarra ricercati e precisi, melodie immediate, canto struggente. Rock ballad stereotipate all’ennesima potenza, ma di qualità altalenante. Un prodotto che anche il più sfegatato fan di questo sotto-genere dell’hard rock saprà farsi meglio da sé, selezionando le tracce e facendosi la sua compilation della lunga carriera di Pell. Altro che “The Ballad IV, V o XII”, soldi buttati.

Pro

Contro

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