Home > Recensioni > Axxis: Utopia
  • Axxis: Utopia

    Axxis

    Data di uscita: 28-08-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Power made in Germany

Il timbro è decisamente il loro: voce inconfondibile di Bernhard Weiss e sonorità che da vent’anni individuano inequivocabilmente la band tedesca degli Axxis.
A differenza di molti gruppi sulla scena, che muovono verso l’hard rock, loro proseguono sulla parabola inversa: dall’hard rock degli anni ’80 e ’90, con “Utopia” si mantengono su un power già fatto proprio negli ultimi lavori.

Dopo l’inconsistente intro strumentale e qualche traccia nella norma, si entra nel vivo con il duo “Fass Mich An” e “Sarah Wanna Die”, decisamente le migliori dell’intero album. Si torna lenti con “Father’s Eyes” e nel finale meritano un ascolto “Heavy Rain” e “Underworld”, brani che pur seguendo canoni classici lasciano qualcosa all’ascoltatore.

Nel complesso “Utopia” aggiunge una decina di tracce all’archivio Axxis senza portare reali novità rispetto ai lavori degli ultimi anni. A maggior ragione essendo pubblicato dopo “Doom Of Destiny” (2007), i brani dell’ultimo studio-album si rivelano semplici minuti di buon power destinati a non incidere.
Un album di transizione, in attesa di nuovi picchi.

Vogliamo spezzare una lancia in loro favore? Se si sente parlare poco di Axxis non è per particolari demeriti loro, ma per la difficile convivenza-sopravvivenza all’ombra di due giganti come Helloween e Gamma Ray che da anni monopolizzano la scena. Anche questa volta gli Axxis hanno partorito un album di buon livello, forse meno di altri, ma di sicuro qualitativamente superiore agli ultimi lavori delle band sopraccitate. Speriamo che gli venga riconosciuto…

Pro

Contro

Scroll To Top