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  • Azaghal: Omega

    Azaghal

    Data di uscita: 03-03-2008

    Loudvision:
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Codex: blackmetal

Settimo sigillo marchiato a fuoco Azaghal. Il ritorno di una banda assurta a culto, e che oggi sforna uno dei migliori episodi della sua sterminata discografia. Nel corso dei sette dischi che hanno tracciato le gesta dei nostri in questi 10 anni la coerenza è stato un aspetto fondamentale; tuttavia, se il comune denominatore dell’esperienza musicale di questi finlandesi è il black metal, non si può dire che sia mancato qualche esperimento in un percorso il cui scopo ultimo era quello di rinnovarsi, ma non troppo. Gli Azaghal quindi non certo come gli Ulver, ma nemmeno immobili sulla linea di partenza.
È probabile che parte di queste fugaci spinte evoluzionistiche nascano proprio dal mastermind Narqath, così prolifico su più fronti e non insensibile alla necessità di progredire. Così nel tempo abbiamo attraversato le contaminazioni thrash, i riff heavy oriented di “Codex Antitheus”, qualche clean vocal o incursioni di tastiere. Il tutto fortunatamente senza mai stravolgere la formula di partenza.
“Omega” è il ritorno a suoni ferali e violenti e porta con sé una sintesi accurata degli episodi passati… black metal fatto da chi lo sa fare, fatto come si deve fare, perché in fin dei conti è sempre la qualità e la classe che si infonde nei pezzi a far la differenza. E gli Azaghal sanno dove mettere le mani quando c’è da fare un lavoro coi fiocchi.
L’intransigenza sonora tipica dei finlandesi esplode in tracce quali “Kuolonkaarme” o il brano di apertura. Suoni a volte mitigati dal raffinato gusto melodico che ogni tanto esce allo scoperto (il finale di “Quetzalcoatl”), o incastonati in pezzi cadenzati e trascinanti. Le tastiera conferiscono un mood più oppressivo ad alcune partiture del disco, momenti di una rarefatta e distorta epicità perfettamente amalgamati nel sound Azaghal, senza farsi prendere la mano più del dovuto.
Ogni tassello è al suo posto, tenuto a bada dalle chitarre, colonne portanti che dettano ritmi e melodie come è giusto che sia in un disco di questo tipo.
Indubbiamente uno dei must have del 2008 nel suo genere.

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