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Azione integrata di vigilanza: nascono i SIAE-Cop

Si allarga sempre di più il raggio di poteri concessi dallo Stato alla SIAE.
Dopo l’accordo del 23 ottobre 2009, che ha accordato alla SIAE il potere di riscuotere i diritti economici spettanti ai produttori fonografici, ora è il turno dell’INPS che, qualche settimana fa, ha sottoscritto una speciale convenzione con la Società degli Autori ed Editori.
In forza di tale accordo, la SIAE potrà d’ora innanzi, nel corso dei propri abituali controlli, verificare anche la presenza di lavoratori in nero o il mancato pagamento dei contributi previdenziali da parte di chi gestisce locali o altre attività che organizzano forme di spettacolo o di intrattenimento.

Dunque, quei poteri di accertamento in materia di sommerso, che normalmente spettano agli ispettori dell’INPS, da oggi potranno essere esercitati anche dai delegati della SIAE, e certo con una maggiore efficacia ed incisività, atteso che questi ultimi agiscono normalmente in orari (quelli serali, notturni e feriali) in cui è più improbabile un controllo dell’INPS.
I verbali delle ispezioni saranno trasmessi dalla Siae all’Inps direttamente per via telematica.

La delega, che al momento è in fase sperimentale e, dunque, avrà una durata limitata di tre anni, è tuttavia, ancora una volta, l’ammissione dell’impotenza degli enti tradizionali che, nonostante i lamentati esuberi di personale, non riescono a gestire efficacemente le proprie risorse, dovendo puntualmente suffragarsi di soggetti esterni.

Al legittimo dubbio sulle attinenze statutarie tra i due organismi (INPS e SIAE), replichiamo ricordando che la SIAE è un ente pubblico economico a base associativa, preposto alla portezione e all’esercizio dei diritti d’autore (copyright).
Gli artt. 180-183 della L. 633/41 chiariscono i compiti dell’Associazione:
1. concede licenze e autorizzazioni per lo sfruttamento economico di opere, per conto e nell’interesse degli aventi diritto;
2. percepisce i proventi derivanti dalle licenze/autorizzazioni;
3. ripartisce i proventi tra gli aventi diritto.
Oltre a ciò, può esercitare altri compiti, comunque connessi con la protezione delle opere dell’ingegno.

A differenza di tanti altri ordinamenti europei, in Italia esiste una sola società per la tutela dei diritti d’autore: scelta che, se all’epoca corporativa era in linea con il regime, ossi risulta anacronistica e passibile di non poche critiche.

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