Home > Recensioni > B. Street Band: Zappa In Blues

11 cover in copia conforme

Incorniciare l’esperienza zappiana in un passepartout sarebbe come pretendere di distinguere l’acqua dentro i famosi vasi comunicanti. Ma, con un certo grado di approssimazione, possiamo operare, all’intero del suo estremo sperimentalismo, una summa divisio tra una (prima) fase impregnata di blues ed una (successiva) influenzata dal rock-jazz.

Bellavia, chitarrista torinese, senza voler osare dove solo le aquile possono, si è accontentato di ripercorrere le origini del genio italo-americano, sottolineandone la primogenita vena.
“B” come Bellavia e come B. Street Band, dunque, ma anche come il blues che accompagna l’album sino alla conclusiva “Bamboozled By Love” (ancora una “B”), dove al microfono compare Ike Willis, storico singer del chitarrista di Baltimora.

Il diario di una passione tutta personale si manifesta nelle undici cover tratte dal repertorio meno conosciuto di Zappa. Bellavia compie il suo lavoro alle corde vocali ed elettriche senza troppi funambolismi, ma con discreta perizia, lasciando che sia la musica a trasportare, leggermente e senza forzature virtuosistiche, le note.
L’opera, tuttavia, si manifesta più come una sorta di studio, trasposizione minimale di una leggenda irripetibile, che non come un gioco artistico.
L’assenza, infatti, di qualsiasi personalizzazione, e la pedissequa ripetizione dell’originale, pur imparagonabile a quest’ultimo, rende il lavoro, nella sua giustificazione, totalmente pleonastico.

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