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    Babel

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Di tutto un po’

Il progetto Babel è portato avanti da Giovanni Riubbiani dei Modena City Ramblers e da sei musicisti diversi da varie parti del mondo, con alterni ristultati.

Lo stile non mostra novità particolari perché “Babelizm” musicalmente ripropone brani sostanzialmente tradizionali o con una struttura convenzionale dai repertori di altri paesi. In particolare “Bionda”, “Jamila” e altri pezzi di grande ironia e trascinanti come “Bada La Badante” e “Pakistano Reggiano”.

Un album scontato in alcune parti, vero, eppure innocentemente sincero e molto versatile; un lavoro in cui si va dalle citazioni di musica dell’Est e hindi ad accenni di mazurka e musica elettronica (“Aprile”).

Tra i musicisti, un greco, un bosniaco, una indiana, un modenese. Da qui un album di buona world music contemporanea che cerca di dipingere la nostra società, sempre più multietnica. Il difetto del CD è l’eccessiva varietà, i continui passaggi tra ballate, rap, hip hop, elettronica, hindi e balcanica, canzoni ironiche e pezzi seri ed evocativi. Un risultato quindi parecchio discontinuo

Pro

Contro

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