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Babel Film Fest: Tante lingue, un solo mondo

Dal 6 all’11 dicembre 2010 Cagliari ospiterà il Babel Film Fest: primo concorso internazionale per il cinema delle minoranze linguistiche.

Promotori dell’iniziativa la Società Umanitaria – Cineteca Sarda con l’aiuto della Federazione Italiana Circoli del Cinema grazie ai finanziamenti stanziati dalla provincia e dal comune di Cagliari.
Il Babel Film Fest, già dal nome, presenta tutti gli elementi per imporsi nei prossimi anni come un festival d’avanguardia che punta un occhio alle micro realtà regionali non solo del nostro paese: sono stati infatti invitati a partecipare film provenienti da Stati Uniti, Spagna, Inghilterra, Spagna, Olanda, Francia, Colombia, per un totale di 33 film in concorso, 11 fuori concorso accompagnati da seminari, incoltri con gli autori e spettacoli teatrali e musicali.

Si inizia subito il 6 dicembre con l’inaugurazione: interverranno tutte le autorità della provincia e del comune di Cagliari: il sindaco Emilio Floris, l’assessore alla cultura Sergio Milia e il presidente della provincia Graziano Milia.

Il festival, che durerà fino a sabato 11 dicembre, offre la possibilità di visionare interessanti lavori di giovani registi che hanno preso la coraggiosa decisione di usare dialetti e lingue ormai quasi dimenticate per la realizzazione dei loro film.
Con un ampio spazio al cinema sardo, autori giovani e sconosciuti al grande pubblico si mischiano a nomi ben più noti come quello di Salvatore Mereu che presenterà “Via Melogu 18″, con l’intento di avvicinare la città e l’intera regione ai suoi giovani talenti e far conoscere gli altri autori provenienti da tutto il mondo.

I giovani autori sardi si presentano con una varietà ampissima di lavori e soggetti. Tantissimi i nomi e i film che verranno presentati: “Santu Jorgi, Su Mori” di Simone Contu; “In Sa Ia” di Bonifacio Angius; “Murrasarda” di Andrea Lotta; “Sa Terra ‘E Su Entu” di Andrea Cannas; “Unu Cantu ‘E Chelu” di Antonio Sanna; “El Pintors Catalans A Sardenya” di Marco Pani; “Maistus De Sonus” di Marco Lutzu e Roberto Corona; “Panas” Marco Pani; “Uncle Bubbles” di Fabrizio Marroccu; “Sa Promisa” di Ilaria Godani e Giuliano Oppes; “Identità: La Vera Storia di Juan Piras Peron” di Chiara Bellini; “Panas Un Ritorno A Casa” di Marco Pani.

Particolarmente variegata la scelta nel campo delle minoranze linguistiche nazionali: si parlerà il pugliese con “Direzione Obbligatoria” di Mimmo Mancini e “Se Ci Dobbiamo Andare Andiamoci” di Vito Palmieri; il plautdietch con “Un mondo Perfetto” di Diego D’Innocenzo; il tedesco con “Il Mio Ultimo Giorno Di Guerra” di Matteo Tondini; l’albanese di “E Neser” di Riccardo Bruni; il friulano con “5″ di Romeo Toffanetti, “Rumore Bianco” di Alberto Fasulo e “Vuerirs De Gnot” di Christiane Rorato; il romanesco con “Alysia Nel Paese Delle Meraviglie di Simone Amendola; il tisch con “I Walser Della Valle D’Aosta” di Cristina Fino; l’occitano con “En Viatge” di Elisa Nicoli.

Per quanto riguarda le minoranze linguistiche estere la selezione non poteva essere che vastissima: ecco quindi il basco con “Amona Putz!” di Telmo Esnal e “Hemen Nago” di Mai Sarasua; il dialetto frisone con “Keats Heart” di Williem Wits; il bretone con “Seizh Posupl” di Soazig Daniellou; il catalano con “Earth-Terra” di Txema Uribarri; il galego con “la Ginecologia” di Alfonso Camarero; il miskito con “Gracias A Dios” di Valerio Spazzaferro; il dialetto parlato dai colombiani dell’etnia Tikuna con “El Origen Del Pueblo Tikuna” di Gustavo De La Hoz; il caval con “Ressons, Dèpres De La Fàbrica” di Nuria Aurana; il british sing language con “Journery Trough Sound” di Carolyn Reid; l’euskara con “Ahate Pasa” di Koldo Almandoz; l’American Sign Language con “See What I’m Saying” di Hilari Scari; il màda con “Evdale Zeynike” di Gunduz Bulent.

Gli appuntamenti da non perdere: il 7 dicembre incontro con Edoardo Winspeare; l’8 dicembre conferenza su “I Custodi Dell’Amazzonia”, gli indigeni Tikuna dopo 500 anni dalla loro colonizzazione e la loro sopravvivenza; il 10 dicembre incontro sulle minoranze italiane e il mondo della comunicazione; l’11 dicembre incontro sul mondo della comunicazione dei non udenti.

Insomma, un festival che promette di rendere omaggio e onore a tutti quei mondi nascosti, fatti di tradizioni, costumi, linguaggi misteriosi che si stanno perdendo nella frenesia di un mondo troppo distratto. Il Babel Film Fest potrebbe essere un modo di proteggere queste tradizioni ricordando quanto il mondo sia bello anche perché fatto da questi piccoli gioielli di cultura e da queste lingue e dialetti che affondano le loro radici in epoche molto più lontane della lingua che usiamo tutti i giorni.

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