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  • Bad Religion: The Dissent Of Man

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Trent’anni di carriera e non sentirli

Freschi di festeggiamento per i trent’anni di carriera, eccoli tornare con una nuova uscita.
Come di consueto pezzi brevissimi e intensi, quindici cartucce variegate che spaziano da un misto nostalgia/tristezza alla rabbia a cui ci hanno abituati e – udite udite – una spolverata di romanticismo.
Anche nel suono si ritrovano tutte le varietà che per tre decenni hanno arricchito il bagaglio che i Bad Religion portano in giro per il mondo: dal punk tirato dei primissimi album alle più frequenti melodie addolcite guadagnate negli anni duemila.

Nel sound c’è molto di “The Empire Strike First”; rispetto a quella pietra miliare però ritroviamo tutto più diluito e senza quel carattere di novità che ci aveva stupiti nei primi ’00.
Ci troviamo insomma fra le mani un disco in cui i Bad Religion dimostrano di saper fare il loro lavoro ottenendo un buon risultato con uno sforzo ridotto.

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