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BAFF 2009: Le Giornate del Cinema d’Animazione

Dopo un anno dedicato al grande regista belga Raoul Servais, le Giornate del Cinema d’Animazione del Busto Arsizio Film Festival, curate da Manuela Rosignola, si sono concentrate, in questo 2009, sul panorama emergente nostrano, anche grazie alla collaborazione con il Lucca Animation.
Sono questi anni in cui, grazie anche alle nuove tecnologie e alla rete – sicuramente più accessibili e democratiche – l’animazione italiana, che visse il suo periodo d’oro all’epoca del Carosello, sta registrando un fermento pieno di proposte interessanti, promosso in parte dalla nascita di nuove scuole di cinema d’animazione.

Di tutto questo a Busto Arsizio sono arrivati nove cortometraggi, scelti da Raffaella Scrimitore e proposti durante la serata “Italianimati: attenzione all’Italia!”, svoltasi al Teatro del Popolo di Gallarate martedì 31 marzo.
Punto di comunanza tra le nove voci dell’animazione italiana: nessuno, o quasi. Si è voluto infatti dare uno spaccato, in poco più di un’ora, della grandissima varietà di tecniche e stili che oggi caratterizzano quel fermento di cui si diceva. Si passa dunque dal rigore geometrico e bianco e nero dell’animazione in Flash di Alberto Lot, autore del brevissimo “Circular And Rectangular”, al comico grottesco di “Qualcosa Di Mai Visto” di Astutillo Smeriglia, che ha per protagonisti due alieni che arrivano sulla Terra alla ricerca di un pianeta diverso da tutti gli altri – particolarità: il loro volto è un fondoschiena e il loro linguaggio è un colorito susseguirsi di peti.
Decisamente più poetico ed elegante lo stop-motion di “The Mysterious Fish” di Giovanni Maccelli, già presentato allo scorso Areseincorto. Quasi lynchiano l’inquietante “Primogenito Complesso” di Lavinia Chianello e Tomàs Crues, che mette in scena i più crudeli sentimenti infantili. Una menzione d’onore meritano sicuramente “Tinnitus #1″ di Michele Bernardi – rappresentazione, attraverso un splendido disegno a mano, dei pensieri che affollano la mentre di un uomo che, al mattino, deve prepararsi ad affrontare una nuova giornata – e soprattutto “Muto” di Blu, storia che prende vita, in un succedersi surreale di personaggi e cose, su alcuni muri pubblici a Baden e a Buenos Aires.

Il 3 aprile è stata invece la volta di una proposta senza precedenti per le Giornate del Cinema d’Animazione. Tommaso Cerasuolo, animatore e musicista dei Perturbazione, si è donato in un concerto “per disegnatore e orchestra”, che ha richiamo al Melograno di Busto Arsizio una folla di giovani. Questa l’idea: il disegnatore realizza in diretta su un foglio bianco una storia – in questo caso una storia d’amore – e la fa accompagnare musicalmente dalla band mentre viene proiettata su un maxischermo.

Prima del vero e proprio spettacolo, Tommaso si è però raccontato allo Spazio Festival, luogo dove gli artisti, in genere, hanno l’occasione di presentarsi al pubblico senza diaframmi.
“Mi piace sperimentare con molte tecniche diverse. La mia curiosità mi spinge a essere onnivoro e a muovermi tra fumetto, cinema e tutte le fonti che possono ispirarmi” ha confessato Cerasuolo. Un eclettismo diverso dai contemporanei italiani, come Roberto Catani, e che potrebbe invece essere accostato al canadese McLaren. “La sua situazione è molto diversa – ha però precisato – soprattutto per la presenza in Canada del National Film Board, organismo che permette agli artisti di lavorare in modo proficuo, e che in Italia invece non esiste. L’interesse per le tecniche viene ravvivato anche dai corsi di animazione che svolgo per i principianti, che rappresentano per me una scusa per sperimentare: pupazzi, pixillation, tavoletta grafica, e così via”.

La riflessione di Tommaso Cerasuolo si è concentrata principalmente sulla difficile situazione produttiva che oggi esiste in Italia e ai pochi mezzi esistenti per far conoscere le proprie opere: “Un corto viene prodotto principalmente per partecipare ai festival e per creare un richiamo per il mercato pubblicitario”.
Un altro settore in cui far sfociare il cinema d’animazione può essere il videoclip. E a questo proposito sono stati proiettati “Un Anno In Più” dei Perturbazione, realizzato in pixillation, e l’interessantissimo “Tennage Love”, realizzato per i Farmer Sea con l’utilizzo di centinaia e centinaia di post-it.
Connubio perfetto tra animazione musica. E nessuno meglio di Tommaso Cerasuolo, in fondo, poteva rappresentarlo al Busto Arsizio Film Festival.

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