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Ballare sul casino

Il concerto degli Asian Dub Foundation sabato a Torino è partito come una delusione. Il palazzetto scelto per il costosissimo concerto (15 euro!), infatti, ha un’acustica spaventosa, e per lo più ciò che degli ADF si sentiva era una cacofonia confusa e fastidiosa.

Il gruppo ha presentato ovviamente i brani dell’ultimo CD, “A History Of Now”, senza dimenticare però anche “Punkara” (con pezzi come “Superpower”, “Speed of LIfe”, “Ease Up Caesar” e “Bride Of Punkara”), mentre gli altri album sono stati meno sfruttati, anhe se “Rafi’s Revenge” ha chiuso il concerto.

Nonostante l’acustica orrenda (in fase di miglioramento sul finire), la gente ballava in gran numero e il concerto è stato divertente.
Lanciatissimo Prithpal Rajput che nella band suona per lo più il tamburo, o, meglio, il dhol (e che con Sun-J, era il responsabile della maggior confusione acustica).
A sorprendere però più di tutti è stato il vocalist Al Rumjen (con lui ovviamente l’mc Aktivator), che ha più volte parlato con il pubblico in perfetto italiano, inneggiando al voto al referendum, a mantenere l’acqua pubblica e a “cacciare Bossi dal Paese”.
Grandissimo Al, e anche bravo, sebbene, per molti, il cantante degli ADF resterà sempre Deeder Zaman (Master D), nonostante siano passati più di dieci anni dalla sua dipartita…

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