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Ballroom Boys

Alzi la mano chi sapeva che Austin, profondo Texas, è la “live music capital of the world”. Non si finisce mai di imparare: la città è quella che negli interi Stati Uniti ha il più alto numero di locali di musica live pro capite, con un intero distretto del centro pullulante di live venues ed affini. Tra le attrattive della città c’è persino un murales di Daniel Johnston raffigurante una rana.

Questo rapido excursus introduce la presentazione di un altro gruppo austinite: due settimane dopo i Manikin è il turno degli Strange Boys, uno dei nomi che più si sono imposti all’attenzione del pubblico underground a cavallo tra il 2009 e il 2010. Difficile pensare ad un possibile parallelo tra i due ensemble: laddove i primi sono alfieri di un post punk oscuro e quadratissimo, gli SB sono la scanzonata e scoppiettante espressione di un’idea di musica come divertimento, nata una cinquantina di anni fa nelle sale da ballo americane. Rock n’roll fifties, garage “Nuggets-style”, rhythm n’ blues primigenio sono gli ingredienti dell’efficacissima miscela che ha portato i ragazzi a diventare uno dei nomi di punta della scena a stelle e strisce.

Esattamente un mese fa è uscito per la Rough Trade il secondo LP del gruppo, “Be Brave”, che segue di circa un anno “Strange Boys And Girls Club”, eccezionale debutto su In The Red. Il passaggio nella scuderia di una delle più famose label indie ha influito sul sound del gruppo in maniera decisa, accentuando la compostezza nella scrittura e le melodie a scapito dell’esplosività r’n’b e rendendoli più accessibili ad un pubblico di profani, pur togliendo loro parte del fascino sixties. Brani come “Be Brave” e “Night Might” sono comunque impagabili, di una leggerezza tale da essere collocabili tra la pietra preziosa e il sassolino colorato.

Proprio questa leggera ambiguità, l’oscillazione costante tra semplicità e ricercatezza stilistica può essere individuata come marchio di fabbrica del gruppo. La loro bravura sta tutta nell’aver preso sul serio una materia musicale che molti altri gruppi hanno trattato con minore rispetto, dando nuovo spessore a ciò che tanti avevano contribuito a svalutare.

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