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Banana Joe: Supervintage, il nuovo disco brano per brano

 

Eccoci a parlare di quell’equilibrio precario tra passato e futuro. Ci è piaciuta questo concetto espresso nella loro presskit quando, in qualche modo, si cerca di dare un collocamento estetico all’esordio discografico dei Banana Joe che hanno appunto deciso di intitolarlo “Supervintage”. Un bel power trio di chitarra, basso e batteria che ci racconta e vive a pieno la provincia malconcia delle possibilità limitate, che un poco aliena e un poco fa sognare. Quindi la bella melodia pop diventa anche figlia di quel grunge da garage dei dopo scuola. Una tracklist di 8 inediti che si chiudono con una traccia strumentale che definire lisergica è dire poco: “Omertse” con la feasturing di Fabio Cuomo, sono 7 minuti di noise strutturato. Davvero un disco interessante…

Banana Joe, “Supervintage” brano per brano

Tara


Rappresenta in maniera astratta e surreale una visione spensierata della vita, fatta di sogni, pensieri e progetti ma allo stesso tempo ci ricorda che le nostre priorità spesso non coincidono con tutto cio’. Accalappiati nella morsa dei “tempi moderni” non riusciamo a realizzare i nostri sogni e progetti per paura di metterci a nudo o di fallire nell’intento.

Neve


La crescita di ognuno di noi: i gusti, le sensazioni cambiano in un attimo, ricordarsi di quanto era bello non andare a scuola per via della neve in città. Crescendo la neve si trasforma in un ostacolo e perde tutta la sua magia. L’ invito è comunque quello di rassegnarsi e imparare a convivere col fatto che le prospettive cambiano, è un inevitabile processo della crescita. L’ importante è non “buttarsi giù”.

Queen Dei Cofani


Prima canzone che abbiamo scritto, forse per questo suona vintage o forse sarà il groove terzinato. La regina dei cofani svela ampiamente la sua morfologia nel testo. Anche a primo ascolto.

Vicissitudini Di Una Ragazza Dai Facili Costumi


Parla di una nostra amica che si diverte molto senza paura di risultare una “facile”: è molto difficile che sia l’uomo a scegliere lei, piuttosto il contrario. Un inno all’ amore libero, contro ogni pregiudizio di genere.

Polvere


L’ unico canzone d’ amore del disco. Una ragazza disegna un simbolo nella polvere sulla tua serranda. Passano gli anni e quel simbolo resta lì. Resiste alle intemperie, nessuno lo cancella. È solo polvere, basterebbe un soffio…eppure resta li. È una storia vera.

Vodkanima


Un cocktail bevuto ad un concerto diventa la metafora della vita. Si parte dal fondo della sala con un bicchiere straripante di buoni propositi, che spesso si perdono per strada come le gocce che strabordano da un drink nell’ intento di oltrepassare gli ostacoli che ci separano dalla nostra meta. Nel metaforico cocktail, l’inutilità della seconda cannuccia simboleggia, con un filo di amarezza, la solitudine.

Uensdai


È nata da un errore, durante la stampa delle locandine del nostro primo live: nello scrivere la data, che non a caso era di mercoledì, “WEDNESDAY” divenne “WENSDAY”, per ovviare al problema e non fare pessime figure, dovevamo dare un concept a quest’errore e farlo passare come messaggio volutamente sbagliato. In realtà, la canzone inizialmente nata come ripiego, ha acquisito per noi un grande significato, parla del “tempo”, di quanto non basti mai, di come ci sfugga in fretta. In questa canzone ci appelliamo al pubblico ministero della vita, di darci almeno un giorno in più per fare quello che non riusciamo a fare in 7, per fare cose che poi alla fine nemmeno ci premono così tanto e che “rimanderemo a domani”.

 

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