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Poesia musicata

I Bancale nascono nel 2006 e pubblicano quest’anno il loro primo disco, “Frontiera”, prodotto da Xabier Iriondo e con la collaborazione di varie etichette quali Ribéss Records, Fumaio Records e Palustre Records.

Dieci tracce difficilmente catalogabili in un unico genere musicale. La voce di Luca Vittorio Barachetti non canta ma parla come poesia in tutti i pezzi. Se proprio si volesse etichettarli si parlerebbe di un miscuglio di post rock, blues, noise, folk o ambient, ma per certo la novità di questo genere parlato è la reale peculiarità del sound della band.

Per il gruppo è un inizio d’impatto, di quelli che ti lasciano l’amaro in bocca. La parola dei Bancale, usata per descrivere la morte materica dell’essere e lo scorrere uguale del tempo, è secca, polverosa, lucida e disincantata. Un nuovo modo di fare poesia utilizzando un sottofondo musicale reso accattivante dalla collaborazione di Iriondo che trasforma con la chitarra la poesia in musica.

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