Home > Recensioni > Band Of Skulls: Sweet Sour

Inglesi degli Stati Uniti

Emma Richardson, Russell Marsden e Matt Hayward, tre giovani anglosassoni delle parti di Southampton, si trovarono un giorno dopo il college e decisero di formare i Band Of Skulls; neanche a un anno di distanza avrebbero ottenuto un successo considerevole.

Per loro il 2012 è il tempo del blues più accentuato e pastoso, quello che arriva pesante come la nebbia e non si schioda più.
“Sweet Sour” è infatti composto da dieci brani impregnati di chitarre grezze e per nulla sofisticate: meglio lasciare che siano i gesti a parlare piuttosto che l’aspetto estetico, sembrano dire i tre.

Qualche stacco di lentezza perché le orecchie s’acchetino, ma il resto è un motore turbo coi razzetti.

È vero, il blues rockettone ultimamente ha preso piede in modo allarmante e c’è già chi sta correndo forte per seminarlo. Non venite però a dirci che i lavori (quelli usciti lo scorso anno) di The Black Keys o The Kills non sono affatto di qualità, sennò prima vi agitiamo il dito indice davanti al volto, poi parte il ceffone. Vi suggeriamo di abbracciare anche questo disco, giusto per prevenzione.

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Contro

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