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Bang Bang, rock with the band!

Se la montagna non va a Maometto, come si suol dire, tocca a noi attraversare i monti per seguire la data svizzera della seconda e ultima parte del tour “Final Sting 2011/2012″ che segnerà l’addio degli Scorpions. Una delle ultimissime chance, insomma.
L’Arena ci accoglie con il tutto esaurito ed un pubblico decisamente eterogeneo: dai gruppi di ragazzini ai fan che seguono la band da qualche lustro in più.

Stupisce la scelta del gruppo spalla per la serata così come per la maggior parte delle tappe: i Karelia – band francese sconosciuta ai più- si esibiscono raccogliendo qualche applauso e lasciando molta perplessità come di un gruppo senza personalità e che esegue tante, troppe, cover dalla resa discutibile.

Finalmente arriva il momento atteso da mesi. Calano le luci e risuonano le prime parole.
“Bang Bang, rock with the band!”
Sulle note di “Sting In The Tail” i cinque fanno il loro ingresso sul larghissimo palco della Genève Arena. Subito si accendono i numerosissimi schermi a led e la pedana della batteria, sorretta da quattro catene, viene innalzata per la prima delle numerose estemporaneità di Kottak.

Che i tedeschi siano in piena forma e carichi di entusiasmo lo si capisce dai primi accordi. Spesso sorridenti interagiscono e si avvicinano volentieri ai fan. La scaletta proporrà parecchie delle canzoni scritte negli anni ottanta ben amalgamate a qualcosa di più recente, così come canzoni tirate si alterneranno alle celebri ballate.

Gli Scorpions hanno la loro età e ogni manciata di canzoni la voce di Klaus ha bisogno di riposo. Niente drammi! Invece di perdersi in chiacchiere viene dapprima suonata la strumentale “Coast To Coast”, successivamente un rapido assolo di chitarra e prima dell’ultima tranche di pezzi viene eseguito un assolo di batteria mentre sullo sfondo scorre per una decina di minuti un video in cui il protagonista -lo stesso James Kottak- vive situazioni in cui compaiono ricreate come scene di un film molte delle copertine dei dischi della band.

Klaus spesso coinvolge i presenti nei frequenti cori e trova il tempo di raccogliere qualche bandiera dal pubblico. A sorpresa la prima bandiera è italiana… e la seconda pure! Una francese, a cui segue un boato, una brasiliana ed infine su richiesta una svizzera, a testimonianza di quanto i fan fossero convogliati da diversi paesi pur di un ultimo ascolto alle note dei tedeschi!

La prestazione è maiuscola e al momento dei (finti) saluti saremmo già appagati, non fosse che manca l’immancabile.
E infatti ecco la band uscire di nuovo per l’ultimo poker di canzoni. Una dietro l’altra interpretate in maniera impeccabile ecco “Still Loving You”, “Wind Of Change”, “Rock You Like A Hurricane” e dopo i saluti – quelli veri – la conclusiva “When The Smoke Is Going Down”.

“Il meglio deve ancora venire”, ci hanno cantato questa sera. Vogliamo fidarci, ma camminando verso l’uscita fatichiamo a crederlo!

Sting In The Tail
Make It Real
Bad Boys Running Wild
The Zoo
Coast To Coast
Loving You Sunday Morning
The Best Is Yet To Come
Send Me An Angel
Holiday
Raised on Rock
Tease Me Please Me
Dynamite
Kottak Attack
Blackout
Six String Sting
Big City Nights

Still Loving You
Wind Of Change
Rock You Like A Hurricane

When The Smoke Is Going Down

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