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Barbari romantici e molto tecnici

Il decimo party di Flash Magazine porta in Italia i Virgin Steele per un’esibizione molto particolare: con il solo supporto della chitarra acustica di Edward Pursino, a cui si aggiunge quella di Joshua Block dopo più di un’ora di concerto, la voce di David DeFeis si rende protagonista dell’evocativa interpretazione dei più grandi successi della band newyorchese sul palco del Live di Trezzo.

A riscaldare la serata altri grandi successi: quelli degli Iron Maiden, riproposti dagli italiani Clairvoyants. Il loro successo nel nostro underground è ormai piuttosto consolidato, tanto che da un tributo ufficiale sono nate poi canzoni tutte proprie. Rispetto a queste, sembrano comunque funzionare ancora meglio vecchi classici come “The Number Of The Beast” e “Hallowed Be Thy Name”, impreziositi da una convincente presenza sul palco.

I classici a cui è dedicata la serata, però, sono quelli dei Virgin Steele. Tra questi mancano gli episodi più marcatamente heavy metal, difficilmente rivedibili in chiave acustica, ma non fanno a meno di sorprendere successi come “Child Of Desolation”, “Wings Of Violence” e l’inedita “Sword Of The Gods”, per la prima volta proposta dal vivo. Senz’altro con grande successo, dato che DeFeis si arrampica sulle note più alte con la stessa enfasi e la stessa pulizia che testimoniano le saghe di Atreus e Marriage (un po’ trascurata), oppure il capolavoro “Invictus”. Quest’ultimo caratterizza il bis con la riuscitissima “Defiance”, il pezzo in cui in assoluto il pubblico viene maggiormente coinvolto e non sembra più avvertire la scarna intimità della strumentazione all’opera.

Si tratta quindi di un crescendo, a partire dagli acuti iniziali, blues e un po’ spiazzanti nel loro tecnicismo esasperato, per finire con le melodie barbarico-romantiche che contraddistinguono i gloriosi anni ’90 di questa band. Un binomio, quella tra forza ed eleganza, che è soltanto uno tra i tanti che trovano la perfetta unione nella musica e nell’esibizione di questa serata di heavy metal acustico, tra cuoio e sgabelli, ruggiti e carezze.

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